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Imprenditoria e creatività per cinema teatro e televisione, nuovo corso al Suor Orsola Benincasa


Imprenditoria e creatività per cinema teatro e televisione, nuovo corso al Suor Orsola Benincasa
11/11/2009, 12:11


NAPOLI - Giovedì prossimo alle 15.30 presso la Sala degli Angeli dell’Università Suor Orsola Benincasa si svolgerà la presentazione del nuovo corso di laurea magistrale in “Imprenditoria e creatività per cinema, teatro e televisione”. Alla presentazione, che verrà introdotta da Francesco De Sanctis, Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa e da Lucio d’Alessandro, Preside della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Suor Orsola Benincasa, prenderanno parte Enzo Avitabile, Nicola Giuliano, Francesco Nardella, Pasquale Scialò, Laura Valente e Aldo Zappalà. Nel corso dell’incontro verrà proiettato a cura di Cinecittà Luce il documentario “Reperti napoletani. Frammenti di cinema dagli archivi dell’Istituto Luce”. Al termine della presentazione l’orchestra del Teatro di San Carlo eseguirà “Eine kleine Nachtmusik” (W.A.Mozart). “Con la creazione di questo nuovo percorso di studio – spiega Lucio d’Alessadro, Preside della Facoltà di Scienze della Formazione – l’Università Suor Orsola Benincasa ha scelto di aprire il mondo accademico ad un nuovo ventaglio di alleanze strategiche con il mondo delle imprese della cultura e dello spettacolo cercando di realizzare un duplice obiettivo: arricchire il percorso formativo con una sempre maggiore vocazione alle professioni ed alle esperienze pratiche e laboratoriali, grazie anche alla presenza di docenze legate alle realtà professionali ed imprenditoriali, e investire sin dal momento della formazione universitaria anche sul momento successivo dell’inserimento nel mondo del lavoro attraverso percorsi privilegiati di stage e di placement con le aziende che sono parte integrante del nuovo corso di laurea”. Del resto il mercato del lavoro legato alla produzione ed al management del teatro, del cinema e della televisione necessita sempre più di figure professionali in grado di cogliere le chances offerte dalle nuove tecnologie e soprattutto dal digitale nell'ideazione, organizzazione, gestione e marketing nel campo del teatro, delle arti performative, del cinema e della televisione. Ed è proprio questa necessità una delle ragioni che hanno portato alla nascita di questo nuovo corso di laurea magistrale in un momento storico in cui, per altro, il passaggio dalla trasmissione in analogico a quella in digitale non è un semplice cambio di tecnologia, ma rappresenta e rappresenterà un vero e proprio punto di discontinuità nell'economia del mercato dello spettacolo, sia esso teatrale, televisivo o cinematografico. D'altra parte un ruolo sempre più importante nel mercato del teatro, del cinema e della televisione lo ricopre la conoscenza di tecniche di finanziamento pubblico e di mercato, nazionale e internazionale, per riuscire a proporsi nel nuovo millennio con una competenza ad ampio raggio che va dal piano di produzione allo spettatore in sala. La capacità di diventare anche imprenditore è uno degli obiettivi basilari del corso che intende costruire, attraverso un adeguato piano di studi, una figura professionale indipendente - quella del Produttore Autore, capace di creare strutture produttive autonome con cui muoversi nel mercato indirizzando i progetti verso obiettivi concreti. “Questo nuovo corso di laurea magistrale – evidenzia d’Alessandro – rappresenta, inoltre, in modo simbolico e nel contempo concreto l’ avanzamento di un nuovo modo di essere dell’Università, che diventa flessibile nella sua struttura istituzionale, ma sempre più articolata ed innervata nelle sue filiere di ricerca e di didattica in quanto chiama in presenza accanto ai docenti universitari del ruolo classico, altri selezionati docenti portatori, con le loro equipes e perfino con i loro luoghi e laboratori di ricerca e di applicazione, di saperi propri o, comunque, di saperi diversamente articolati per essere collegati direttamente al mondo della prassi-produzione”. “Questo nuovo modo di “fare università” – sottolinea d’Alessandro – può davvero rappresentare un nuovo modello di autoriforma e di adeguamento per gli Atenei italiani, che, senza abbassare, ma anzi elevando gli standard scientifico-didattici, scelgono di stipulare con il sistema paese, con le sue forze economiche ed imprenditoriali, una nuova alleanza per il sapere e per lo sviluppo che può rappresentare come un New Deal dell’Università, per l’Italia ed i suoi giovani”

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di Redazione
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