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IMPRESA SOCIALE. UN’IMPRESA CHE CRESCE


IMPRESA SOCIALE. UN’IMPRESA CHE CRESCE
03/12/2008, 18:12

 

In un periodo di forte crisi economica come quello attuale un segnale positivo viene dal mondo delle imprese sociali. Poiché in essa convivono principi sociali e principi imprenditoriali, l’impresa sociale può rappresentare un modello anche per le imprese tradizionalmente intese. Questo è uno dei punti d’accordo dei partecipanti alla tavola rotondaImpresa sociale. Un’impresa che cresce” organizzata stamattina alla Camera di Commercio di Napolidall’agenzia per la promozione dell’economia socialeApee dall’agenzia di promozione sociale e sviluppoGesco.
E’ una realtà che le imprese sociali oggi sono in crescita, anche se in misura minore che nel passato, e si indirizzano verso percorsi innovativi e nuovi settori di intervento, tra cui turismo, cultura, tempo libero, ambiente. Questo è quanto emerge anche dall’annuario della cooperazione sociale in Campania redatto dalla cooperativa Dedalus con il Dipartimento di Teoria Economica dell’Università Federico II ed edito da Gesco edizioni. In Campania si contano tra le 450 e le 500 cooperative sociali, operanti soprattutto nei servizi socio-sanitari: sono le cooperative sociali di tipo A le più forti dal punto di vista del fatturato e della capacità di promuovere opportunità occupazionali. Nonostante il rallentamento della corsa registrato negli ultimi anni, “l’impresa sociale continua a manifestare una forte vitalità – ha spiegato Marco Musella, ordinario di Economia Politica all’Università di Napoli Federico II – forse anche perché lo Stato si ritira, soprattutto sul fronte della spesa”. Per Musella a questa situazione contribuisce “la mancanza di una legge regionale sulla cooperazione sociale in Campania”, anche se “la vera scommessa non è di tipo normativo, ma di tipo culturale”, secondo Gianfranco Marocchi, responsabile delConsorzio nazionale “Idee in Rete”. Marocchi ha anche aggiunto che: “Dopo il cammino glorioso della cooperazione che tra gli anni ’70 e ’90 ha portato all’abbattimento dei muri sociali, oggi bisogna affrontare le nuove sfide di un mercato sempre più aperto e globale”. “Lungi dal celebrare solo i successi della cooperazione sociale – ha sottolineato a questo proposito Sergio D’Angelo,vicepresidente di Legacoopsociali–occorre venire fuori dal recinto in cui, un po’ per la carenza di politiche di sostegno, un po’ per il perpetuarsi di una linea di demarcazione tra economico e sociale, le stesse imprese sociali si sono rinchiuse in questi anni, mutuando le esperienze positive della cooperazione in altri settori”. Sul tema è intervenuto anche l’assessore allo Sviluppodel Comune di Napoli Mario Raffa: “La cooperazione sociale è un fenomeno che in Campania non viene fatto pesare abbastanza dalle istituzioni, a dispetto della sua dimensione”. Dello stesso avviso l’assessore alle attività produttive della Regione CampaniaAndrea Cozzolino, secondo il quale “bisogna rilanciare la funzione economica e produttiva dell’impresa sociale, rendendola meno dipendente dal pubblico e più innovativa”. Gli assessori Cozzolino e Raffa hanno poi lanciato un tavolo di confronto con le cooperative sull’articolo 5 della riforma degli incentivi alle imprese, che dovrebbe anche prevedere “misure di sostegno all’impresa sociale”. Intanto per contrastare il carovita e la progressiva perdita del potere salariale delle famiglie, Gesco annuncia l’inaugurazione a gennaio di quattro negozi sociali, che avranno l’obiettivo di contenere i prezzi e ridurre la filiera eliminando così ogni tipo di intermediazione, a beneficio sia dei produttori che dei consumatori.

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di Redazione
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