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inanziamenti per innovazioni nelle imprese agro alimentari, 2 milioni e 600mila euro per progetto Alimenta


inanziamenti per innovazioni nelle imprese agro alimentari, 2 milioni e 600mila euro per progetto Alimenta
08/05/2009, 10:05

Sara’  emanato entro fine mese il secondo bando del progetto quinquennale Alimenta dedicato alle imprese agroalimentari che scelgono di puntare sull’ innovazione. Saranno dieci le aziende che entreranno a far parte, per 18 mesi, dell’ incubatore tecnologico agroalimentare e realizzeranno le proprie idee innovative con la collaborazione dei ricercatori universitari. Alimenta, progetto dal valore di circa 2 milioni e 600 mila euro, è co-finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal consorzio Dioniso. Il progetto Alimenta è per noi l’occasione di mostrare agli imprenditori del settore Agro-alimentare, ed in particolare alle PMI come possa utilmente realizzarsi una sinergia fra mondo scientifico e mondo produttivo – dichiara Paolo Masi, preside della Facoltà di Agraria - L’obiettivo è realizzare quel trasferimento tecnologico di cui le imprese hanno necessità per fare innovazione e competere.
Masi che presiede il consorzio Dioniso, ente pubblico/ privato costituito dalla Federico II, con il CAISIAL, Centro di servizi per il supporto alla filiera industriale agroalimentare e le società Enco, Sovis e TecnoAlimenti, fa un’analisi attenta dall’osservatorio dei processi che lo vedono coinvolto quotidianamente nella filiera.
“ Molto spesso si è confuso il ruolo dell’Università e dei Centri di ricerca la cui mission è quella di acquisire conoscenze, attività che necessita di costi e di tempi incompatibili con le esigenze industriali; ben altro è un Centro di trasferimento tecnologico la cui attività deve essere quella di trasferire conoscenze acquisite e consolidate adattandole alle specifiche esigenze delle realtà industriali, cosa questa che richiede tempi e costi congruenti con le esigenze delle piccole e microimprese che caratterizzano il panorama industriale del comparto alimentare”.
Durante il convegno tenutasi a Napoli alla presenza dell’assessore regionale Nicola Mazzocca, il preside Masi, ha snocciolato dati in riferimento al primo call effettuato nei mesi scorsi con le aziende del progetto: “La risposta che abbiamo avuto da parte delle aziende a valle della prima call è stata molto lusinghiera, resta un unico dubbio: quando i servizi offerti non saranno più finanziati dal MiSE al 100% le aziende saranno altrettanto interessate? Io mi auguro di si, altrimenti dovremmo arrenderci all’evidenza che nelle nostre regioni è possibile solo fare assistenzialismo e non sviluppo industriale”

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di Redazione
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