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Inchiesta della Procura di Venezia sull’uso della Polizia provinciale in spiaggia


Inchiesta della Procura di Venezia sull’uso della Polizia provinciale in spiaggia
14/02/2010, 17:02

“Questa indagine, indipendentemente dagli aspetti strettamente giudiziari, ha messo il dito in una piaga, quella delle gestione piuttosto dilettantistica di risorse preziose, di uomini e mezzi cui sono affidati incarichi gravosi ma di fondamentale importanza. Aria, acqua e monti da tenere sotto controllo non sono esattamente poco. E veramente non si comprende in base a quale criterio di efficienza e di razionalizzazione le poche decine di unità a disposizione della Polizia provinciale siano state mandate in spiaggia ‘contro i venditori ambulanti’ e ad occuparsi di viabilità. Chi conosce dal di dentro il settore della sicurezza si accorge subito quando si trova di fronte a interventi dal puro sapore pubblicitario, che però sono profondamente irrazionali, inefficaci e creano un vero e proprio vulnus alle attività ampie e complesse che i tutori dell’ordine devono portare avanti”.
Queste le parole di Franco Maccari, Segretario generale del Coisp, Sindacato indipendente di Polizia, all’indomani della notizia riportata dalla stampa veneta, relativa all’inchiesta che la Procura di Venezia ha avviato per verificare la commissione di eventuali reati nell’utilizzo delle guardie provinciali per svolgere attività di vigilanza delle spiagge del litorale.
Risale alla scorsa estate la decisione della presidente della Provincia, la leghista Francesca Zaccariotto, di spedire 21 delle 38 guardie provinciali a pattugliare le spiagge, per affrontare il problema degli abusivi che lei stessa definì di enorme importanza per i cittadini e per la tutela dell’ordine pubblico. A stretto giro, l’intera opposizione aveva tuonato, denunciando “un utilizzo del tutto improprio del Corpo di Polizia provinciale”.
“Non è che vogliamo esultare davanti ad un’inchiesta -aggiunge oggi Franco Maccari-, non lo facciamo mai, e non ne avremmo alcun interesse. Non interveniamo certamente per un prurito politico, ma come sempre ci preme evidenziare la gestione che riteniamo sbagliata in un settore delicato come quello della sicurezza, che ha bisogno di gente appositamente preparata e competente in materia, e non decida sull’onda di ciò che ‘può funzionare meglio col pubblico a casa’!”.

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di Redazione
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