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Incontro Presidente Fiore con Presidente Consiglio Monti


Incontro Presidente Fiore con Presidente Consiglio Monti
07/09/2012, 12:48

Di fronte all’attuale difficoltà in cui versa l’industria manifatturiera del Mezzogiorno, non possiamo permettere che agli effetti della crisi si aggiungano ulteriori fattori gravanti sul funzionamento del sistema produttivo locale.

Al riguardo, la priorità del Governo in questo momento deve essere quella di assicurare alle aziende “la vivibilità” del territorio in cui operano, garantendo le pre-condizioni per l’ordinario svolgimento della propria attività e su alcune delle quali il Presidente del Consiglio ha già manifestato la propria condivisione in occasione del recente incontro tenuto con Confindustria e altre associazioni di rappresentanza del sistema economico.

 

 

LE PRE-CONDIZIONI PER CONSENTIRE LA SOPRAVVIVENZA DELLE AZIENDE :

 

  1. 1.      Una tassazione equa

E’ impensabile pensare di incentivare gli investimenti nel Mezzogiorno quando quest’area presenta la tassazione più alta del Paese a causa di problemi strutturali riconducibili ad una cattiva gestione delle risorse pubbliche e, in particolare, del sistema sanitario regionale, con la conseguente applicazione del livello massimo delle aliquote locali.

Inoltre, riteniamo che in alcuni casi possa essere proprio l’elevata tassazione ad incentivare l’evasione fiscale.

 

  1. 2.      La semplificazione delle procedure della PA

Lungaggini burocratiche, ritardi nei pagamenti, scarso coordinamento tra uffici, eccessiva complessità, personale non sempre all’altezza, rappresentano un ulteriore costo, anche se “invisibile”, che le imprese sostengono quotidianamente.

Tra le proposte da vagliare vi sono:

  • una maggiore diffusione dell'applicazione del principio del silenzio-assenso e dell’autocertificazione per le procedure amministrative inerenti i rapporti con le imprese
  • rendere effettiva la responsabilità del funzionario pubblico rispetto ai ritardi causati nell’ambito delle procedure interne degli uffici
  • la previsione di un sistema di priority pass per le aziende che creano nuovi investimenti e nuova occupazione
  • un sistema di codifica dell’iter degli atti amministrativi con la previsione di un cronoprogramma, specialmente con riferimento ai bandi regionali
  • un sistema sanzionatoria della PA fino alla possibilità di scioglimento dell’Ente.

 

 

  1. 3.      Uno Sviluppo ecosostenibile

Si richiede al Governo la massima attenzione sulle questioni ambientali con l’impegno di salvaguardare il sistema produttivo attraverso le giuste risorse per interventi di ambientalizzazione e recupero delle aree da bonificare, in coordinamento con la Comunità Europea.  Le imprese sono da tempo impegnate nel rispetto rigoroso delle problematiche ambientali, così come dovranno fare sforzi ulteriori e prodigarsi per una ricerca di ambientalizzazione sempre più spinta per confermare l’eccellenza del sistema industriale nei mercati glocali, nella certezza di regole chiare e comuni (regionali, nazionali ed europee) attraverso le quali attestare la propria competitività.

Pertanto il Governo sia arbitro per supportare il sistema delle imprese del Mezzogiorno e della Puglia in particolare, anche penalizzate da leggi più restrittive in termini di emissioni inquinanti di quanto attualmente in vigore nel resto del Paese e d’Europa che aggravano il loro posizionamento nei mercati sempre più competitivi.

 

  1. 4.      Una efficiente rete infrastrutturale materiale e immateriale

L’esperienza pregressa ci insegna che la realizzazione delle grandi opere infrastrutturali debba avvenire mediante la suddivisione dell’opera in più lotti, in quanto tale metodologia non solo ne velocizza la realizzazione (è il caso dell’Autostrada Napoli-Milano), ma apre anche alle nostre PMI l’opportunità di partecipare alle relative gare.

Al riguardo, è necessario dare un’accelerata alla realizzazione delle opere già deliberate dal CIPE, definendone un preciso cronoprogramma di attuazione sottoposto alla puntuale verifica delle parti sociali.

 

  1. 5.      La riduzione dei tempi di pagamento della pubblica amministrazione

Durante la crisi lo Stato italiano ha allungato i tempi medi dei pagamenti da 128 giorni a 180, mentre li hanno ridotti quello tedesco (da 40 a 35) e quello francese (da 70 a 64).

Accorciare, in modo sostanziale, i tempi di pagamento della Pubblica Amministrazione diventa in questo momento questione di sopravvivenza per molte PMI.

Al riguardo, abbiamo già appreso come il Presidente Monti abbia alla sua attenzione l’urgenza di  fornire attuazione alla Direttiva del Parlamento europeo che impone agli enti locali un termine di 60 gg per i pagamenti, pena l’applicazione di interessi di mora al tasso dell’8%.

 

 

  1. 6.      La valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale

Il valore ambientale e culturale presente nelle regioni del Mezzogiorno rappresenta un asset sul quali il nostro paese deve imparare ad investire, mettendo a reddito, con l’apporto del capitale privato,  tale patrimonio che qualifica il made in Italy nel mondo intero.

 

 

 

 

 

 

  1. 7.      La lotta alla criminalità organizzata

Molti sono stati i progressi ottenuti su questo fronte, ma molto si deve ancora fare per sdradicare la criminalità organizzata dai nostri territori.

E’ necessario che gli interventi di forma lascino sempre più spazio a quelli di sostanza, a cominciare dal controllo del territorio da parte degli enti locali a seguito dei risultati ottenuti dal lavoro della Magistratura e dalle Forze dell’Ordine.

 

 

 

PROPOSTE NEL BREVE TERMINE:

 

 

  1. 8.                  Fondi europei

Su questo tema, ove in particolare segnaliamo il gravissimo ritardo della Regione Campania, riteniamo che per le risorse residue 2007/2013 e per la futura programmazione 2014/2020 sia necessario prevedere:

  • la centralizzazione delle procedure amministrative e, laddove sussistano dei ritardi, della eventuale gestione degli appalti per la realizzazione delle opere finanziate con tali risorse.

 

 

  1. 9.                  Tassazione

Al fine di rilanciare i consumi, in particolar modo in questo momento congiunturale così sfavorevole, chiediamo di valutare l’ipotesi di detassare - anche solo parzialmente - la tredicesima mensilità prevista per l’anno in corso.

 

 

  1. 10.              Crisi aziendali

Riteniamo che le numerose crisi aziendali del Mezzogiorno all’attenzione del MISE, debbano essere oggetto di una verifica puntuale e risolte in tempi rapidi, in quanto, l’allungamento dei commissariamenti è causa del naturale depauperamento dei patrimoni aziendali.

 

 

11.       Risorse energetiche

 

Il Mezzogiorno può contribuire in maniera significativa al miglioramento del fabbisogno energetico nazionale anche sul versante delle fonti fossili on shore.

Da questo punto di vista è necessario portare a conclusione le iniziative negoziali avviate dal governo ed alcune regioni del Mezzogiorno, nel quadro del disposto dell’art. 16 del decreto liberalizzazioni del marzo 2012 che prevede la destinazione di una parte delle maggiori entrate erariali dello Stato derivanti dalle attività di estrazione degli idrocarburi per il finanziamento di progetti di sviluppo occupazionale ed infrastrutturale dei territori interessati dalle attività estrattive.

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di Redazione
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