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Ingegneri: Elezioni Ordine fa flop a Napoli


Ingegneri: Elezioni Ordine fa flop a Napoli
16/10/2009, 10:10


“Come avevo ampiamente previsto, all’atto della decisione di ritirare la mia candidatura per il rinnovo del consiglio dell’ordine degli ingegneri di Napoli, a seguito della palese violazione della par condicio, i 15 nomi dei neoeletti che sono sortiti dalle urne sono tutti e soli quelli della “lista” pubblicizzata nel plico, senza mittente, che potrà essere individuato dagli organi di controllo, contenente materiale elettorale, che fu inviato nel mentre si stavano svolgendo le votazioni – afferma Gennaro Capodanno - Un elezione senza storia, come si evince anche dal notevole distacco, in termini di preferenze, tra l’ultimo degli eletti ed il primo dei non eletti".
"Un risultato che deve comunque far riflettere – continua Capodanno - dal momento che, nonostante la lunga durata delle operazioni di voto, iniziate il 19 settembre scorso e conclusesi con la terza votazione il 12 ottobre, in pratica si è votato per quasi un mese in tre turni, quasi 11mila ingegneri dei 12.501 iscritti ammessi al voto, tra i quali mi annovero anch’io, non si sono recati alle urne. In altre parole solo un iscritto su otto ha votato. Il consiglio che ne sortisce rappresenta dunque una esigua minoranza, meno del 13% degli iscritti". "Come è noto mi sono già attivato per chiedere agli organi competenti, attraverso un dettagliato esposto, l’annullamento delle elezioni – continua Capodanno -. Attendo adesso di conoscere l’esito di tale iniziativa, riservandomi successivamente di valutare le ulteriori azioni da intraprendere a tutela . Ringrazio, nell’occasione, tutti quei colleghi che, nonostante avessi annunciato il ritiro della candidatura, hanno comunque ritenuto di darmi il loro voto, evidentemente come testimonianza di stima personale". "Tutto ciò mi convince ancor più dell’inutilità di mantenere in vita gli ordini professionali – conclude Capodanno -. Le professioni vanno liberalizzate del tutto. Oggi un laureato, per esercitare la libera professione, è costretto per legge ad iscriversi ad un ordine professionale, sostenendo oneri economici notevoli per chi non ha maturato ancora alcun reddito, e pagando un altrettanto oneroso balzello annuale. Senza che si palesi quale ritorno ciò comporti, specialmente per i giovani, rispetto una concreta opportunità d’inserirsi nel mondo lavorativo".

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di Redazione
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