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Dopo Napoli e Benevento anche a Roma e Firenze manifestano

Insegnanti precari: proteste in tutta Italia


Insegnanti precari: proteste in tutta Italia
05/09/2009, 16:09

Una protesta decisa e continua che investe città dell'estremo sud come Palermo e Messina, passa per Napoli e Benevento e raggiunge la capitale; poi si allunga fino a Firenze. Questa riforma della scuola pubblica tanto voluta (e propagandata) dal Ministro Gelmini, pare non piacere proprio a nessuno; in particolar modo ai precari che,come affermano e confermano anche i vari sindacati, si sono visti sfruttare anche per oltre 20 anni e ora, a causa degli enormi tagli previsti, rischiano di ritrovarsi definitivamente senza occupazione.
A quanto pare sono serviti a poco i provvedimenti del Governatore Lombardo per  tamponare i licenziamenti in Sicilia attraverso l'inserimento di diversi docenti in programmi speciali, i proclami di Bassolino e Gabriele a Napoli (20 milioni di euro per supportare gli stipendi dei cassaintegrati e promuovere attività di aggiornamento formativo) e la dichiarazione della stessa Gelmini che prometevva, qualche giorno fa, di voler abolire il principio dell'anzianità per garantire finalmente assunzioni e un metodo di reclutamento insegnanti che si fondasse sul merito.
I più agguerriti sembrano i Cobas di Roma che occupano l'Usp (ufficio scolastico provinciale di Roma) e che hanno deciso di manifestare energicamente "contro i drammatici tagli nell'istruzione pubblica che lasciano senza lavoro, dopo anni o decenni di supersfruttamento, decine di migliaia di precari della scuola". Lunedì è prevista una grande manifestazione che si svolgerà proprio davanti la sede dell'Usp. A spiegare nel dettaglio le motivazioni della mobilitazione ci prova Francesco Locantore, del Coordinamento precari della scuola:"La nostra non e' una battaglia per la difesa del posto di lavoro, ma per la qualita' della scuola pubblica. L'insegnante per ottenere lo stipendio sara' costretto a fare l'impossibile con un maggior numero di alunni per classe ed un numero di ore maggiorato. Come puo' essere garantita quindi la qualita' della didattica?".
Anche a Benevento gli insegnanti continuano la loro battaglia e scendono dal terrazzo della sede dell'ufficio scolastico provinciale per dare il via alla manifestazione intitolata "No-precary day". Tra gli striscioni esposti al corteo che è stato anche ricevuto dal neo prefetto Michele Mazza, si legge un messaggio eloquente:"No al piu' grande licenziamento effettuato in Italia".
Un Tavolo regionale per la difesa della scuola statale è stato programmato a Firenze per il prossimo venerdì. Il comunicato ufficiale recita che:"il Tavolo regionale per la difesa della scuola statale ''ribadisce la richiesta del blocco dei tagli alla spesa e la stabilizzazione del personale precario e decide di avviare la mobilitazione con un sit-in venerdi' 11 settembre alle ore 10 davanti alla sede dell'Ufficio Scolastico Regionale in via Mannelli". L'intenzione è quella di promuovere accordi e proposte tra i vari organi sindacali e i partiti politici al fine di bloccare i tagli previsti e chiede la partecipazione al sit-in non solo ai docenti ma anche a genitori ed alunni.
Dalla Toscana si torna poi nuovamente nel meridione, a Messina, dove circa 400 manifestanti hanno sfilato per il "No Gelmini Day" davanti alla prefettura; partendo da Piazza del Municipo. Nel corteo è stata portata una bara con su scritto:"La scuola e' a lutto per la perdita dei suoi precari". Secondo il presidente del comitato insegnanti precari di Messina Katia Santacroce, infatti:"Non è vero che saranno penalizzati soltanto i giovani, tra di noi ci sono precari da oltre 20 anni. Continueremo ad occupare il provveditorato ad oltranza finche' non avremo risposte" .
In ultimo c'è la protesta portata avanti in maniera originale dai docenti (ovviamente anche loro rigorosamente precari) di Palermo: mutande e costumi da bagno messi sopra i vestiti. I manifestanti hanno oggi ricevuto la visita del portavoce dell'Idv Leoluca Orlando.
Insomma, questa riforma della scuola pubblica, pare non andar giù a tantissime persone e non solotanto ai soliti "quattro gatti eversivi" (che forse sono diventati 44 e tutt'incazzati)

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di Germano Milite
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