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Registi e produttori lanciano S.O.S.

Internet distrugge l'audiovisivo, 250mila posti a rischio


Internet distrugge l'audiovisivo, 250mila posti a rischio
16/04/2009, 17:04

Il sistema internet sta uccidendo l’industria degli audiovisivi. Con conseguenze pericolose per qualità dei prodotti e lavoro. Altro che libertà, le cifre sono spaventose. E i criteri per affrontare la pirateria dell’audiovisivo sono molto diversi. Se n’è parlato alla Casa del cinema di Roma con i registi Giuseppe Tornatore, Paolo Virzì, Enrico Vanzina e Leonardo Pieraccioni. Presente anche la politica, con il sottosegretario Paolo Romani. E naturalmente c’erano gli addetti ai lavori, per la presentazione, da parte della Fapav (Federazione Anti-pirateria audiovisiva), della prima ricerca sulla pirateria cinematografica in Italia. Si parla di colpire penalmente il fenomeno. Altri pensano di approfittare del sistema agendo, come si dice, dall’interno.

I dati lasciano di stucco.

537 milioni di euro il danno che crea annualmente la pirateria. 355 milioni di copie illegali vengono fruite ogni anno. E il fenomeno colpisce chi lavora sul video.  Circa 250mila i lavoratori a rischio, ben il 32 per cento del campione intervistato negli ultimi 12 mesi che riconosce di essere entrato in contatto con film piratati.

Paolo Romani, sottosegretario con delega alla comunicazioni, è convinto che il fenomeno del downloading vada perseguito con sistemi di warning (avviso che si sta commettendo un illecito che appare sul proprio pc) e la successiva disconnessione forzata. Gaetano Blandini direttore generale cinema del Mibac annuncia invece che chiederà a Presidenza del Consiglio e al Dipartimento Funzione pubblica una direttiva che obblighi tutte le amministrazioni pubbliche a inserire filtri per non permettere ai propri dipendenti di scaricare i film sul lavoro.

Virzì accusa gli Internet Provider - Telecom, Infostrada e Fastweb -, di guadagnarci soldi con lo scarico illegale di film. Soldi che, secondo il regista, potrebbero anche essere condivisi. Enrico Vanzina pensa che tutto possa risolversi con un sfruttamento breve del prodotto film con un offerta in contemporanea su Internet, sala e Dvd. Riccardo Tozzi presidente dei produttori Anica e patron della Cattleya, vede in Internet un potenziale mercato e questo “rendendo disponibile un'offerta legale appetibile sul Web con prezzi bassi e giusti”.
 

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di Redazione
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