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COISP accusa Agnoletto: dove sei ora?

Ispettore della Polizia ferito nel Cie di Bologna durante rimpatrio


Ispettore della Polizia ferito nel Cie di Bologna durante rimpatrio
21/07/2009, 18:07

“Sono certo che Vittorio Agnoletto sia impegnato in qualche attività della massima importanza, ma così tanto impegnato da non trovare il tempo di farci conoscere le sue illuminate considerazioni sul grave incidente accaduto al Cie di Bologna, dove un collega è stato ferito mentre stava facendo il proprio onesto lavoro. Ma forse è meglio così, perché magari avrebbe detto che il poliziotto se lo meritava, per aver ‘infierito’ sul povero marocchino!”.
Così Franco Maccari, Segretario Generale del COISP - Sindacato indipendente di Polizia, commenta la notizia dell’incidente accaduto ieri, quando un ispettore della Polizia di Stato è rimasto ferito durante una vera e propria rivolta, scoppiata per via dell’espulsione di tre marocchini che erano nel Cie di Bologna. I Poliziotti dovevano rimpatriare due uomini e una donna ma, se per due non ci sono stati problemi, alcune decine di immigrati si sono invece opposti all’intervento sul terzo. L’uomo, un marocchino di 32 anni, si è ferito con una lametta, con la quale ha poi colpito l’Ispettore intervenuto per fermarlo. Al Cie è arrivato anche il reparto mobile e la situazione è stata riportata alla calma mentre il nordafricano è stato arrestato per resistenza e lesioni.
“Ho tutte le motivazioni per essere caustico nei confronti di chi si ostina a strumentalizzare una problematica seria e preoccupante come quella dell’immigrazione clandestina ribaltandone i termini – aggiunge Maccari -, perché i primi a fare le spese di una politica miope e menefreghista nel settore sono i colleghi che vi hanno a che fare ogni giorno, e che sono esposti ad ogni genere di rischio”.
“Il nostro pensiero va immediatamente all’Ispettore colpito, alle sue condizioni di salute, alle preoccupazioni sue e della sua famiglia. Va poi a tutti gli altri Appartenenti alla Polizia di Stato che lavorano nei centri di accoglienza e che, quando non vivono il loro lavoro in condizioni disumane e indegne per un paese civile, devono comunque confrontarsi con compiti ad altissimo rischio. Ma – conclude il leader del COISP -, la preoccupazione sorge anche, anzi aumenta, nel vedere che più passa il tempo meno si interviene in maniera seria, lungimirante e ‘di sistema’ per risolvere una situazione che, nel giro di non troppi anni, ci vedrà letteralmente colonizzati. Una situazione in cui i Poliziotti saranno sempre più alla mercè di violenze e ribellioni di ogni tipo di chi, pur infrangendo le nostre leggi, vuol fare a modo suo in casa d’altri, scagliandosi contro chi quelle leggi è chiamato a fare rispettare”.

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di Redazione
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