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Iva: Russo (Confcommercio), rinvio non basta

Con aumento a Napoli a rischio 8500 posti di lavoro

Iva: Russo (Confcommercio), rinvio non basta
26/06/2013, 16:17

NAPOLI - “L’aumento dell’Iva è stato rinviato, ma non basta. Se sarà attuato, secondo le previsioni, nella provincia di Napoli chiuderanno entro la fine dell’anno circa 2900 aziende commerciali, con la perdita di oltre 8500 posti di lavoro. Senza l’aumento dell’Iva, invece, i dati potrebbero essere attenuati, per quanto comunque fortemente negativi, con la chiusura di circa 1500 imprese e 4300 posti di lavoro perduti”. Lo ha detto Pietro Russo, presidente di Confcommercio Imprese per l’Italia della Provincia di Napoli, nel corso dell’assemblea generale dell’associazione.

“Da gennaio ad oggi, in provincia di Napoli, i consumi sono calati del 7% rispetto ai dati già negativi del periodo precedente. Per i soli prodotti non alimentari, il calo medio è del 10%. La crisi investe soprattutto i piccoli negozi, dove le perdite di fatturato – continua Russo – sono il triplo rispetto alla grande distribuzione, che attraversa anch’essa un momento di crisi drammatica”.

“Il “decreto del fare” – analizza il presidente di Confcommercio Napoli – non interviene in maniera positiva nei confronti del terziario, che rappresenta la spina dorsale della nostra economia. I famosi cinque miliardi di prestiti agevolati per ammodernare le imprese, per come è impostata la norma, andranno quasi tutti a beneficio dell’industria. Per contro, non vi è alcun provvedimento per i consorzi fidi, per rinnovare le attività commerciali e turistiche e per ridurre il peso delle tasse. Dopo l'appello del presidente nazionale Sangalli, anche il numero uno di Confindustria ha riconosciuto che l’economia italiana non può ripartire senza la ripresa dei consumi interni”.

“Anche la Regione Campania non ha brillato per attenzione verso il sistema delle imprese. I ritardi con cui vengono pagati i fornitori – ha concluso Russo – sono indegni di un paese civile; la legge sul Turismo è diventata una tela di Penelope di cui non si vede mai la fine; i fondi per i Centri Commerciali Naturali sono insufficienti”.

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di Redazione
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