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LA FALSA PARTENZA DELLA C.A.I. : LA DIFFICILE VITA DI UNA AZIENDA ASSISTITA DALLO STATO


LA  FALSA PARTENZA DELLA C.A.I. : LA DIFFICILE VITA DI UNA AZIENDA ASSISTITA DALLO STATO
03/11/2008, 07:11

Che la strada fosse in salita era chiaro sin dall’inizio! Ma immaginare quello che sta avvenendo in queste ore, era veramente difficile. Appare evidente che Colaninno, amministratore delegato di C.A.I., utilizza il sindacato, ed in particolare i sindacati autonomi dei piloti e degli assistenti di volo, per ottenere dal Governo, sempre migliori condizioni economiche per l’acquisto della parte sana di Alitalia. Sembrava tutto risolto, quando fu firmato l’accordo tra sindacati e C.A.I. alla fine di Settembre. Non si erano più avute notizie della crisi Alitalia. Era scesa una cortina di silenzio su questa importante vicenda, mentre il paese veniva sconvolto dalle notizie della crisi finanziaria che ha devastato  l’economia mondiale. Solo alla fine di Ottobre si è costituita la società ipotizzata a Luglio da Banca Intesa e solo nei giorni scorsi si era cominciato a lavorare tra sindacato e la nuova Compagnia per rendere operativo l’accordo istituzionale. Senza che ci fossero stati segnali preoccupanti, veniva annunciato il ritiro dal tavolo della trattativa della direzione della C.A.I., perché il sindacato dei piloti e degli assistenti di volo non firmava l’accordo, mentre Cgil-Cisl-Uil avevano già firmato.

Abbiamo, quindi, assistito alla solita comica di Colaninno, che non presentava la richiesta di acquisto della Alitalia, che scadeva proprio alla fine del mese di Ottobre. Quando sembrava che tutto fosse finito, a poche ore dalla scadenza, senza che il sindacato avesse receduto dalle sue posizioni è arrivata la sospirata espressione di volontà di acquisto da parte del gruppo di imprenditori che hanno sottoscritto la costituzione della nuova compagnia aerea.

Che cosa aveva sbloccato la complessa vicenda? Il fatto nuovo era la notizia che il prestito di 300 milioni di euro, che l’Alitalia aveva ricevuto nel mese di Aprile, non doveva essere pagato da C.A.I. I 300 milioni saranno accollati alla bad company che rimarrà della vecchia compagnia di bandiera italiana, che erediterà i debiti consistenti accumulati, i dipendenti in esubero e da assistere con misure di mobilità a cui si aggiungerà questo nuovo onere.

In questo modo, utilizzando la trattativa con il sindacato,   gli imprenditori patrioti che stanno salvando la Compagnia aerea italiana, hanno risparmiato 300 milioni ed otterranno di avere la parte produttiva della vecchia Compagnia aerea, che deve solo volare e ricominciare ad incassare e guadagnare.

Finito questo nuovo episodio della fiction messa in onda dal maestro delle televisioni: Berlusconi; abbiamo saputo che nella trattativa con il  sindacato era stata chiarita la volontà dell’Azienda di assumere i lavoratori che avessero una residenza maggiormente vicina a Malpensa, che diventa l’aeroporto di riferimento; che non sarebbero state assunte le lavoratrici dispensate dal lavoro notturno per la cura dei figli minori, che non sarebbero stati assunti i lavoratori che avendo un parente prossimo disabile utilizzano i permessi concessi dalla legge 104.

Infine è stata comunicata la volontà di ridurre le ore di permessi sindacali al di sotto del 10% di quelle godute in precedenza.

Come si vede in Italia è facile fare l’imprenditore. Si ottengono aziende dallo Stato a costo molto basso e per continuare il proprio impegno viene chiesto e spesso si ottiene che i diritti e la democrazia nelle proprie aziende vengano ridotti ad una formalità.

Per gli imprenditori italiani pagare poco e non dover garantire diritti sono le condizioni irrinunciabili per fare impresa nel nostro paese.

Dietro questa vicenda si nasconde il fallimento del sistema economico del nord del nostro paese che ha bruciato soldi dietro le truffe finanziarie delle Banche Americane, mentre dislocavano le proprie produzioni verso paesi poveri dove potevano ottenere le prestazioni di lavoro a basso costo. A dimostrazione della nostra tesi vogliamo riportare la vicenda di uno tra i fondatori della C.A.I., il gruppo Benetton che aveva ottenuto dalla Goldman and Sachs un aumento del capitale di ben 1 miliardo ed 800 milioni di dollari, che non è stato onorato per le note vicende economiche e finanziarie di queste ultime settimane, costringendo il gruppo ad una ceisi di liquidità non sostenuta dalle banche italiane.

La C.A.I. è una azienda assistita che deve salvare dalla bancarotta il sistema che gira attorno a Malpensa e che è fallimentare sin dalla sua nascita.

Dentro la C.A.I. ci sono, oltre ad Alitalia : Air Europe, Volare ed Air One; tutte imprese del Nord che avevano investito molto sullo sviluppo dello scalo milanese e che invece erano miseramente fallite.

Adesso per risolvere definitivamente il problema si aspetta di poter vendere parti significative di questa impresa ai tedeschi della Lufthansa, che a basso costo otterranno le rotte internazionali della vecchia compagnia italiana..

Air France non andava bene, lo Stato ed i lavoratori avrebbero guadagnato, mentre l’intero sistema lombardo e la sua economia finanziaria sarebbe fallita.

Il vero dramma è che quello che il Governo Berlusconi sta tentando di scongiurare non è detto che non avvenga.

Gli errori che si stanno commettendo sono molti e non si intravede ancora la fine della vicenda.

Aspettiamo la prossima puntata.     

 

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di R. Pirozzi e G. Biasco
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