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Dal Lingotto:"Chi perde al referendum accetti la sconfitta"

La Camusso bacchetta Marchionne ed il Governo

Il segretario Cgil contro l'ad Fiat:"Offende il paese"

La Camusso bacchetta Marchionne ed il Governo
11/01/2011, 18:01

"Il Governo non vede che quando Sergio Marchionne insulta ogni giorno il Paese e le sue possibilità non offende solo i cittadini e il nostro Paese, ma in realtà dice della qualità del governare e delle risposte che vengono date". Così il primo fendente lanciato dal segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. Non paga, durante l'Assemblea nazionale delle Camere del lavoro, la sindacalista ha rincarato la dose rivolgendosi ad un Governo che, a suo avviso, non ha mai reagito poichè "è stato tifoso e promotore della riduzione di diritti dei lavoratori".
Una presa di posizione che appare dunque abbastanza chiara e determinante e che precisa la volotà della Camusso di appoggiare la Fiom durante il delicato voto al referendum di Mirafiori. Per il segretario Cisl, comunque, "Il mistero attorno al piano Fabbrica Italia resta uno dei nodi fondamentali"  visto che l'azienda "può affermare di avere un piano, ma lo tiene nascosto, è anche perché il Governo non fa il suo lavoro".

LA RISPOSTA DI MARCHIONNE
Ad accuse e richieste chiarificatrici precise, ha tentato di rispondere a stretto giro Sergio Marchionne in persona. Per il numero uno del Lingotto, tutto il lavoro ora è concentrato nel tentativo di "cambiare una serie di relazioni che storicamente hanno guidato il sistema italiano". Questo tipo di operazione, quindi, "non si può confonderla con un insulto all'Italia". Marchionne fa poi preciso  riferimento al piano di sviluppo della Volkswagen che, da primo gruppo automobilistico euoropeo, non ha palesato alcun dettaglio riguardo i progetti aziendali che saranno lanciati da qui al 2018:"Non c'è una pagina che indichi una riga sugli investimenti, non una. Il piano della Volkswagen l'ho letto anche io. Noi per lo meno l'abbiamo quantificato e gli abbiamo dato anche uno spazio temporale"; ha infatti assicurato l'ad. E riguardo le attesissime votazioni previste per il prossimo 13 e 14? Per Marchionne "nel momento in cui c'è una votazione ed emerge un vincitore, chi ha perso deve accettare la sconfitta".

DAL GOVERNO
Dal canto suo, il ministro dello Sviluppo Paolo Romani, si dimostra più che ottimista e convinto "che il buon senso appartenga ai cittadini e anche ai lavoratori del nostro Paese". Per tale motivo, l'augurio che arriva dall'esecutivo è quello di un netto e deciso si votato durante il referendum di Mirafiori.

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di Germano Milite
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