Istruzione e lavoro / Formazione

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Convegno alla Camera di Commercio di Napoli

La Cisl "tifa" per i giovani talenti


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La Cisl 'tifa' per i giovani talenti
18/06/2010, 14:06

NAPOLI - Basta rimuginare sul passato, è ora di pensare al futuro». A dirlo sono stati gli oltre cento ragazzi del progetto “Giovani Talenti Cisl” che si sono riuniti presso la Camera di Commercio di Napoli per presentare il Progetto “T.I.F.A. – Trasporti, Imprenditoria, Famiglia, Abitazioni – per Napoli”.

Le quattro aree su cui hanno deciso di focalizzare la loro attenzione sono, a loro parere, quelle per le quali le amministrazioni che si sono susseguite a Napoli, non hanno mai discusso in relazione alle esigenze reali dei giovani partenopei.

Tra le proposte dei giovani si evidenzia la richiesta di passare dalla “Zona franca” all’“Età Franca”, chiedendo così che le agevolazioni previste per le Zone Franche Urbane siano concesse a tutti i giovani dell’età compresa tra i 18 e 35 anni che vogliano avviare una attività imprenditoriale in tutto il territorio della provincia di Napoli.

“Con questo progetto la Cisl ha voluto dar voce ai tanti giovani di Napoli per renderli protagonisti di una drastica inversione di rotta”, ha dichiarato Gianpiero Tipaldi, Segretario Generale della Cisl di Napoli e questa iniziativa vuole rappresentare un primo passo per la costruzione di una strategia sindacale che deve valorizzare quelle istanze che, nei fatti, hanno goduto di scarsa attenzione: i giovani, le donne, gli immigrati”.

A Napoli e in Campania la percentuale di giovani disoccupati aumenta sempre di più. La nostra attenzione deve essere rivolta proprio ai futuri protagonisti delle sorti dell’economia della Campania. È per questo che la Cisl propone di avviare un serio programma di formazione professionale, di puntare sull’apprendistato professionalizzante e di pensare a strumenti che puntino all’imprenditorialità giovanile – ha aggiunto Lina Lucci, Segretario Generale della Cisl Campania – quindi allo stesso modo bisogna dare piena attuazione al “Piano d’azione per l’occupazione dei giovani attraverso un efficace raccordo ed integrazione tra percorsi di istruzione, formazione e mercato del lavoro.

Il progetto “Giovani Talenti Cisl”, avviato qualche mese fa a Napoli, è promosso dalla Cisl Campania e dalla Fondazione Domenico Colasanto. Ai giovani coinvolti in questa iniziativa è stata proposta la lettura del saggio di Marco Demarco ”L’altra metà della storia, spunti e riflessioni su Napoli da Lauro a Bassolino”. L’obiettivo è stato dar loro uno strumento di analisi della politica locale, attraverso il quale esaminare i limiti e i contenuti che nel corso degli ultimi 15 anni hanno caratterizzato il governo regionale e, per invertire il trend, provare a costruire proposte che non vengano solo dalla politica e dalle istituzioni, ma da chi questa realtà la vive sulla propria pelle.

All’interno del Progetto Giovani Talenti Cisl Campania è nato “T.I.F.A. – Trasporti, Imprenditoria, Famiglia, Abitazioni – per Napoli grazie al quale giovani, studenti, lavoratori, disoccupati ed inoccupati del territorio partenopeo si sono ritrovati nella comune convinzione di poter diventare interpreti delle difficoltà e dei limiti di Napoli e, allo stesso tempo, attori di un reale cambiamento.

Il tema Trasporti è una delle problematiche più sentite, soprattutto se consideriamo che la maggior parte dell’utenza, costituita da migliaia di giovani, proviene dalla provincia, e il numero è in costante crescita.

Data l’inefficienza del servizio, molti sono obbligati a muoversi con mezzi propri, elemento che limita ancor più la viabilità e contribuisce ad innalzare i livelli di inquinamento. I giovani, pertanto, chiedono di: destinare sconti particolari al costo dell’abbonamento pari a quelli già posti in essere per gli studenti, estendendoli a tutti i giovani di età tra 18 e 32; aumentare il numero delle corse e delle vetture, soprattutto negli orari di punta; rendere più confortevole il servizio attraverso un’opera di maggiore e migliore manutenzione e pulizia dei mezzi di trasporto sia su strada che su rotaie; individuare le zone nevralgiche della città per istituirvi dei punti informativi finalizzati a fornire assistenza circa i trasporti; creare una mappatura precisa dei trasporti con riferimenti orari relativi alle coincidenze effettive tra trasporti su rotaie e su strada; adottare misure volte alla riduzione dell’inquinamento.

A fronte di un tasso di disoccupazione così elevato, si rende necessario dar vita a politiche del lavoro concrete. In particolare, si ritiene che una possibile e reale opportunità debba essere costituita dall’imprenditoria giovanile. Ecco perché la Cisl Giovani di Napoli propone di attuare un progetto definito “ETA’ FRANCA”, chiedendo così che le agevolazioni previste per le Zone Franche Urbane siano concesse a tutti i giovani dell’età compresa tra i 18 e 35 anni che vogliano avviare una attività imprenditoriale in tutto il territorio della provincia di Napoli.

I giovani hanno bisogno di spazi dove incontrarsi, dove potersi esprimere, dove confrontare e condividere esperienze. Bisogna creare UNO SPAZIO di aggregazione, aperto a tutti dove poter avviare iniziative socio-culturali che coinvolgano e attivino la realtà giovanile in un’ottica di partecipazione. Incontrarsi all’interno di essi per discutere e per organizzare manifestazioni pubbliche che abbiano come fine il coinvolgimento dei giovani; organizzazione di momenti di aggregazione o di iniziative culturali.

Il progetto ha reso evidente che è venuto il tempo di dare ai giovani gli spazi ed i luoghi in cui parlare. Non è facile a Napoli trovare un luogo dove ritrovarsi in qualità di cittadino che viene chiamato a determinare scelte per il proprio territorio, dove si possano scambiare idee, alimentare e sostenere i beni immateriali. Quello che si chiede è: una quota a disposizione delle giovani coppie negli interventi di edilizia residenziale pubblica; regolamentazioni che fissino norme minime per gli alloggi; l'imposizione di limiti ai canoni d'affitto e maggiori controlli; agevolazioni concrete per i giovani nell’acquisto della prima casa; interventi per il recupero e la ristrutturazione di immobili adibiti o da adibire ad alloggi o residenze universitarie; rivalutazione degli spazi, a partire dalle strutture del demanio e quelle confiscate; garanzia di una quota minima alle attività che sostengono ed incrementano l’ aspetto culturale, aggregativo, creativo di questa città.

Secondo l’Istat, al 1° gennaio 2009 in Italia si contano 143 anziani ogni 100 giovani. In Europa solo la Germania presenta un indice di vecchiaia (rapporto tra la popolazione con più di 65 anni e quella con meno di 15) più accentuato. In questo quadro, tuttavia, la Campania risulta la Regione più giovane, l’unica con un indice di vecchiaia inferiore a (94,9) con Napoli che registra il rapporto più basso (56,6).

In Italia la quota dei giovani tra i 18 e i 24 anni che, nel 2009, hanno lasciato la scuola prima del diploma, sfiora il 19,2%.

Sempre nel 2009 il 13,9% degli studenti che ha concluso il primo anno delle scuole secondarie superiori ha deciso di abbandonare la scuola – nel Mezzogiorno tale dato si attesta al 13,3%, in Italia all’11,4.

In Campania nella fascia di età compresa tra i 20 ed i 34 anni si registra, nel 2009, un tasso di disoccupazione pari al 12,9% (la media nazionale è ferma all’8,7%) e un tasso di attività del 46,9% - ben 15 punti percentuali in meno rispetto al resto del Paese. A perdere il lavoro più facilmente sono i meno istruiti: va meglio per i laureati, saliti dal 14% al 18% sulla scala degli occupati.

Sono definiti Neet (Not in education, employement or training) quei giovani che restano del tutto esclusi dal circuito della formazione e del lavoro. Nel 2009, poco più di due milioni di giovani (il 21,2 per cento della popolazione tra i 15 e i 29 anni) risulta fuori dal circuito formazione-lavoro: non lavora e non frequenta nessun corso di studi. Oltre un milione vive al Sud. Secondo i dati Ocse, nel 2007 in Italia la quota di giovani Neet era molto superiore a quella della media europea per tutte le fasce d’età: tra i 15 e i 19 anni i Neet erano poco meno del doppio che nell’Ue (10,2 contro 5,8 per cento per l’Ue19), ma la quota saliva al 22,6 per cento per i giovani tra i 20 e i 24 anni, contro un valore europeo pari al 14,6 per cento. La differenza risultava elevata anche per la classe di età 25-29 anni (25,6 e 17,2 per cento, rispettivamente).

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di Nando Cirella
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