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La cogestione alla base del nuovo Contratto Integrativo di Partecipazione Aziendale di Volkswagen Group Italia


La cogestione alla base del nuovo Contratto Integrativo di Partecipazione Aziendale di Volkswagen Group Italia
23/05/2012, 14:05

La consociata Italiana del Gruppo Volkswagen annuncia di avere firmato il Contratto Integrativo di Partecipazione Aziendale con le organizzazioni sindacali. La sigla dell’accordo non ha semplicemente ufficializzato un atto consolidato come un fondamento della vita aziendale, bensì ha dato il via a una nuova era per le relazioni di lavoro all’interno di Volkswagen Group Italia (VGI). Quanto sottoscritto si basa infatti sull’inedita Charta dei rapporti di lavoro, in linea con quanto definito tra il Gruppo Volkswagen e il Consiglio di Fabbrica Europeo e Mondiale, che prevede una politica del personale centrata sulla cultura del contributo attivo e della partecipazione. “La declinazione italiana della Charta – dice Goffredo di Palma, Direttore Personale e Organizzazione di VGI – introduce i diritti di partecipazione delle rappresentanze dei lavoratori: diritto di informazione, di consultazione e di cogestione. Partecipazione significa coinvolgimento attivo dei Collaboratori nel processo di sviluppo dell’Azienda e il nuovo documento regola le questioni normative e la condivisione delle scelte strategiche con le rappresentanze sindacali”. Il modello, ispirato alla cogestione, prevede che il lavoro di Azienda e rappresentanze sindacali, fianco a fianco, sia principalmente svolto da cinque commissioni paritetiche, quindi con uguale numero di membri per ciascuna delle due parti. La componente più innovativa è certamente rappresentata dal Laboratorio per le Relazioni di Lavoro, che ha il compito di formulare o valutare proposte innovative e condurre sperimentazioni in tema di rapporti di lavoro.  La Commissione Organizzazione Aziendale garantisce il diritto di partecipazionere lativamente alle attività riferite a sistemi di retribuzione, organizzazione aziendale,  informazione e comunicazione, sicurezza sul lavoro e tutela della salute, analisi e controllo dei processi aziendali, nonché sostenibilità sociale ed ecologica. Ancora più importante è l’attività della Commissione Tecnica Produttività che valuta le performance del Personale del Centro di Distribuzione Ricambi ai fini dell’assegnazione del premio individuale di produttività. Questa gestione personalizzata dell’importo del bonus (che prima prevedeva una cifra uguale per tutti i Collaboratori), è una delle novità introdotte dal Contratto Integrativo che, inoltre, ha confermato i due premi di produttività annuali, collettivo e individuale, per il Personale degli uffici. La Commissione Conciliazione Lavoro e Famiglia è dedicata ai temi della differenza di genere e delle pari opportunità tra uomini e donne. Esisteva già da diversi anni una Commissione Pari Opportunità, ora la focale si allarga alle nuove forme di flessibilità dell’orario di lavoro (la banca tempo in VGI è già in vigore da dieci anni) e di part-time, ai programmi di supporto ai genitori, al telelavoro e, in generale, alla pianificazione di interventi a favore del corretto equilibrio tra vita privata e vita professionale dei Collaboratori. A tal proposito, va sottolineato l’aumento del fondo istituito nel 2006 a supporto del costo che i Collaboratori sostengono per l’asilo nido (attualmente sono 23 le strutture convenzionate con l’Azienda). La Commissione per il Lavoro in Somministrazione, infine, annovera tra i compiti principali l’equiparazione assoluta dei lavoratori interinali con i dipendenti dell’Azienda. Viene attivato un monitoraggio per individuare i settori in cui si fa maggiore ricorso al lavoro in somministrazione, occupandosi anche di definire percorsi di stabilizzazione e valutare la congruenza tra inquadramenti e mansioni effettivamente svolte. “Ascolto, condivisione e coesione sociale sono gli assi portanti del nuovo Contratto Integrativo – sottolinea di Palma – che si inserisce nel solco della tradizione del Gruppo Volkswagen; anche le diverse misure normative, quali i 3 giorni addizionali di permesso retribuito garantiti al padre alla nascita del figlio o l’aumento del contributo dell’Azienda ai fondi di previdenza integrativa, confermano l’approccio pragmatico e la visione internazionale che le rappresentanze sindacali e aziendali perseguono in ogni momento di confronto”. Soddisfatti i segretari di categoria di Verona: “Il nuovo contratto è innovativo”, affermano congiuntamente Andrea Sabaini, Fisascat CISL, e Floriano Zanoni, Filcams CGIL, “e può avviare un concreto processo di evoluzione delle relazioni di lavoro, in cui la partecipazione, e non la riduzione dei diritti, diventa la strategia vincente anche per aumentare la competitività dell’impresa. L’approvazione quasi unanime da parte dei lavoratori (92% dei votanti), sottolinea positivamente la nascita di un modello che considera il coinvolgimento dei lavoratori stessi, attraverso le rappresentanze, un valore primario”.

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di Redazione
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