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La Corte di Cassazione deciderà circa l’onestà commerciale della Capri Watch


La Corte di Cassazione deciderà circa l’onestà commerciale della Capri Watch
11/06/2011, 09:06

Sarà la Corte di Cassazione a decidere definitivamente tra le ragioni della Capri Watch e quelle della Capri Time. La guerra tra i due marchi, che da ben sedici anni si contendono la legittimità dell’utilizzo del quadrante del Campanile della Piazzetta di Capri, sarebbe dovuta terminare oggi nelle aule del Tribunale di Napoli ma ancora una volta non è andata così.

Da un lato infatti, Giuseppe Perez pretende di utilizzare tale immagine in esclusiva, mentre dall’altro Alba e Silvio Staiano della Capri Watch ne rivendicano la libertà di utilizzo, grazie anche a recentissime sentenze definitive ottenute in loro favore e che vedevano soccombere Perez.

Silvio Staiano, titolare della Capri Watch, deluso dalla pronuncia resa dalla Corte d’Appello oggi, ha già annunciato attraverso il suo legale Lucio Majorano di voler ricorrere alla Suprema Corte per vedere accolte le proprie istanze per le quali si sta battendo da oltre tre lustri.

La Corte d’Appello, sezione penale, ha confermato infatti la sentenza del giudice GOT del Tribunale di Capri, Siraballa. che a conclusione di un giudizio durato alcuni anni il 15 luglio 2008 emise la sentenza di condanna nei confronti dei titolari della ditta Asperula Stellina, per aver commercializzato l'orologio Capri Watch raffigurante il campanile ed inducendo in errore i consumatori, circa la provenienza. Tale condanna è per ora confermata nel secondo grado di giudizio in attesa della decisione finale della Cassazione.

Quest’ultima sentenza è andata nella direzione opposta alle recenti sentenze sempre legate al medesimo “conflitto” relativo all’orologio caprese e che avevano visto assolto Silvio Staiano dal reato di diffamazione e condannato Perez al quale venne, in via definitiva, annullato giudizialmente il brevetto con cui pretendeva di utilizzare in esclusiva, ed in perpetuo, il disegno del campanile della piazzetta di Capri.

Staiano era infatti imputato in compagnia del direttore del Corriere del Mezzogiorno, Marco De Marco, per il reato di diffamazione a mezzo stampa. Entrambi però furono assolti, lo scorso marzo 2010, con la formula piena per la seguente vicenda: nel 2004 venne pubblicato, all’interno di una pagina pubblicitaria, un breve scritto a firma di Silvio Staiano nel quale egli lamentava di essere, con la propria azienda, “bersaglio di continue denunce miranti ad ottenere speculativi sequestri” che vedevano danneggiata la propria attività ed inoltre riferiva che “la “CAPRI TIME”, azienda di cui il PEREZ era titolare, comparando i fatturati del 1991 e del 2000 aveva subìto un terribile calo del 91% del fatturato”. Tale sentenza si inseriva in un contesto che vedeva di giorno in giorno sgretolarsi sempre più quel “quadro accusatorio” che i legali di Perez avevano voluto rappresentare attorno alla emergente, e sempre più ricca di successi, iniziativa commerciale della Capri Watch che, invece, ne rivendica la piena legittimità.

Nel settembre 2009, proveniva dalla Corte d'Appello di Napoli, sezione specializzata in materia della proprietà industriale ed intellettuale, la sentenza che respingeva quasi del tutto l'appello proposto da Perez contro la dichiarazione di nullità del marchio registrato di cui questi era titolare e che venne decretata dalla sentenza del Tribunale di Napoli nel maggio 2006. La Corte d'Appello in quella sede confermò la sentenza di primo grado nella parte che statuiva la nullità del "Marchio Perez", marchio figurativo raffigurante la mera riproduzione del quadrante del Campanile, per quanto riguarda il più ambito oggetto del contendere: prodotti di orologeria ed altri strumenti cronometrici. Sicché, con sentenza definitiva, Perez fu privato del diritto di usare in esclusiva quel disegno che, peraltro, è affisso sul Campanile di Capri che è un monumento di pubblica appartenenza, e quindi non può vietare a terzi di usarlo legittimamente, su orologi e Cronografi, poiché non vi è più tutela alcuna, in suo favore, che possa impedirne il libero utilizzo.

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di Redazione
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