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Un contributo per aiutare gli editori in difficoltà

La Fieg propone una tassa sulla connessione web


La Fieg propone una tassa sulla connessione web
25/04/2010, 12:04

E così, dopo l'ulteriore tassa imposta dalla Siae su qualsiasi dispositivo digitale in grado di registrare contenuti multimediali, anche la FIEG (Federazione Italiana Editori di Giornali) avanza la sua piccola proposta di "contributo" da allegare alle spese dei vari abbonamenti internet per sostenere tutti gli editori in difficoltà. Secondo il presidente della fondazione Carlo Malinconico, con un contributo simbolico che equivarrebbe più o meno ad un caffè al mese, si potrebbe infatti rimettere in sesto il sempre più disastrato settore dell'editoria. Una misura, spiega ancora Malinconico, che sarebbe comunque soltanto temporanea ed attuata dunque in attesa di provvedimenti decisamente più seri e meno assistenzialisti.
In pratica, quindi, si tratterebbe di circa un euro da caricare sul costo mensile di abbonamento per evitare la bancarotta di numerosi editori che agiscono sul web e forniscono informazioni in maniera gratuita. L'idea potrà piacere al popolo della rete? Non c'è modo migliore per saperlo che testare l'appeal della proposta proprio attraverso i diversi siti internet; chissà che magari, oltre alle solite tasse e sovratasse, qualcuno non sia in grado di proporre risoluzioni economiche leggermente più intelligenti. In ogni caso, la possibilità di richiedere a chi legge e magari apprezza determinati contenuti diffusi su internet, esiste già da un pezzo e si chiama paypal. Forse a Malinconico sfugge che non si può imporre l'ennesimo costo fisso mensile, anche se simbolico; che a furia di "tasse simboliche" gli stipendi già magri degli italiani sono divenuti praticamente anoressici. La legge del mercato libero dice questo: se il tuo prodotto vale il consumatore lo premia volentieri; se è scadente merita di fallire. Per questo, una tassa fissa per aiutare tutti gli editori e i giornalisti web indistintamente, piacerà sicuramente molto poco alla magior parte degli utenti; anche perchè, è bene ricordarlo, i quotidiani godono già di miracolosi e dispendiosi fondi pubblici.

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di Germano Milite
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