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Boom di italiani emigrati in Asia

La fuga dei cervelli non si arresta. Ora si guarda alla Cina


La fuga dei cervelli non si arresta. Ora si guarda alla Cina
24/06/2013, 19:37

La fuga dei cervelli italiani all'estero non si arresta anzi sembra essere in continuo aumento.

"Dall’Italia - spiegano dalla Fondazione Migrantes - non solo si emigra ancora, ma si registra un aumento nelle partenze che impone interrogativi e impegni".  

 Dall’anticipazione dell’ultimo "Rapporto Italiani nel Mondo 2013 (Fondazione Migrantes)" risulta che al 1° gennaio 2013 i cittadini italiani iscritti all’Aire (l’Anagrafe dei residenti all’estero) erano 4.341.156 - in aumento del 3,1% sul 2012 - e incidevano sulla popolazione residente in Italia nella misura del 7,3%.  

 Il nuovo El Dorado sembra essere la Cina. Dopo anni di invasioni dei i Paesi del Nord Europa, come Germania, Svizzera, Francia, Regno Unito, dopo  e aver solcato il mare per spingersi verso mete più lontane come Argentina, Brasile e Australia, da quest’anno i nostri connazionali in fuga guardano all’Oriente.

 Nel 2013  sono stati registrati in Asia più di 3.500 italiani residenti rispetto all’anno precedente. In particolare le percentuali sono in netto aumento in Cina dove vive una comunità di oltre 6.700 italiani che, attratti da università all’avanguardia e possibilità di carriera, spesso, non tornano più indietro.  

 "I nuovi e numerosi dati, ma soprattutto i lavori di studio e di ricerca che saranno presenti nel Rapporto Italiani nel Mondo 2013 - commenta mons. Giancarlo Perego, Direttore generale Migrantes - costituiscono un invito a superare le facili letture approssimative, che riducono gli emigrati italiani ai soli «cervelli in fuga» (anche perché ad emigrare sono persone nella loro interezza umana e dignità) e a prendere in considerazione la molteplicità di storie, di vissuti e di condizioni di persone e famiglie italiane in emigrazione, che rappresentano una tra le più significative espressioni della vita del nostro Paese, ma anche della dimensione globale del mondo odierno". 

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di Flavia Stefanelli
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