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La polizia e la Moratti vogliono più agenti per la sicurezza di Milano


La polizia e la Moratti vogliono più agenti per la sicurezza di Milano
15/02/2010, 15:02

Rafforzamento di uomini e mezzi per garantire più sicurezza nelle città. E' quanto ha chiesto il Sindaco Letizia Moratti dopo i fatti di Milano che hanno visto contrapposti immigrati e Forze dell'Ordine, nella successione di un copione già visto in altre parti d’Italia. Ciò a testimonianza del fatto che esistono zone di frontiera laddove le situazioni incancrenite si sono trasformate in emergenza a causa di scelte politiche che non hanno tenuto conto della programmazione in termini di sicurezza. “Lo ha ben sottolineato il Ministro Maroni – dice Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia - e lo ribadiamo noi. Aver deciso in anni passati di concentrare determinate situazioni solo in alcune zone delle città o in alcuni comuni, ha creato una degenerazione della convivenza che ha portato all’esplodere di situazioni come quelle di via Padova a Milano, Rosarno in Calabria, via Anelli a Padova e così via” . “Ciò evidenzia la cecità di una politica – continua Maccari – che ha considerato la tutela della legalità e della sicurezza come un fatto marginale rispetto ad altre questioni, quali ad esempio quelle urbanistiche e oggi, in tempi più recenti, quelle sociali dell’integrazione degli immigrati. Non ci si è posto mai il problema che, quando si decideva di creare le cosìdette “zone franche” rispetto all’agglomerato urbano o al resto del territorio, ci si sarebbe potuti trovare nelle condizioni in cui la concentrazione di situazioni tanto diverse dalla normale socialità sarebbero potute diventare delle polveriere come è accaduto in Calabria a Rosarno e a Milano in via Padova”. “Va bene il potenziamento di uomini e mezzi, a cui lo ribadiamo, deve seguire necessariamente un investimento nelle Forze di Polizia – conclude il Segretario Generale del Coisp – ma l’aumento delle divise non serva per coprire le innegabili manchevolezze di una politica che in fatto di sicurezza agisce sull’emergenza e mai sulla programmazione concertata”.

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di Redazione
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