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Laurea punto d'arrivo? Oggi non è così


Laurea punto d'arrivo? Oggi non è così
27/06/2009, 12:06

Se un tempo arrivare alla laurea significava chiudere i libri per gettarsi a capofitto nel mondo del lavoro, oggi non è più così. Secondo l’università telematica delle Scienze Umane Unisu, sono aumentati del 12% rispetto all’anno precedente, i laureandi che decidono di iscriversi ad un master o ad un corso di perfezionamento.



A continuare ad investire sulla propria formazione sono, in particolare, le donne che rappresentano il 57% dei laureandi che prevedono di continuare a studiare almeno per un altro anno. Solo il 43% degli uomini, invece, fa questa scelta.



A detta dell’università telematica, raggiungibile al sito www.unisu.it, il master o il corso di perfezionamento viene messo in conto soprattutto dai laureandi residenti al centro Italia che rappresentano il 41% degli studenti “specializzandi”. Seguono i dottori del Nord che si iscrivono ad un corso post laurea nel 39% dei casi. Il restante 20%, invece, risiede al Sud e nelle Isole.



Ma quali sono i motivi che spingerebbero gli studenti a seguire un master? Secondo l’Unisu il 40% dichiara di aver bisogno di mettere in pratica le conoscenze acquisite sui libri durante il periodo della laurea con un master che coniughi sapere teorico e pratico. Il 33% ritiene che senza una specializzazione post laurea sia difficile trovare un’occupazione e sceglie così il master per facilitare l’ingresso nel modo del lavoro. Il 25%, invece, preferisce continuare a formarsi in attesa che si presenti un’offerta lavorativa in linea con il proprio percorso universitario. Solo il 2%, invece, prosegue gli studi nella speranza di guadagnare di più in futuro.



Sono soprattutto gli studenti di Scienze Politiche (32%) ed Economia (25%) a puntare alla specializzazione. In crescita, gli “specializzandi” di Scienze della Formazione che costituiscono il 12% del campione (+2% rispetto all’anno precedente). Si accontentano della laurea, invece, gli iscritti alle facoltà ad indirizzo giuridico, che rappresentano solo il 7% degli aspiranti al master.



“In un momento di crisi come questo gli studenti decidono di investire di più nella formazione in attesa di un’offerta lavorativa che possa rispondere alle proprie aspettative. Alcuni, in particolare, puntano ad un master perché non si sentono preparati ad affrontare la professione soltanto con il bagaglio teorico appreso all’università” ha commentato Stefano Bandecchi, amministratore delegato dell’Unisu.

 

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di Redazione
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