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LE FAIDE POLITICHE SOFFOCANO I DIRITTI DI TUTTI


LE FAIDE POLITICHE SOFFOCANO I DIRITTI DI TUTTI
22/07/2008, 09:07

La vittoria del polo della libertà alle ultime elezioni politiche, la misura stessa della vittoria elettorale, il successo della Lega in quelle elezioni e non ultimo, la scomparsa totale dalla scena politica istituzionale, dei partiti di sinistra o comunque di opposizione ad una linea politica neoliberista, comune al centro destra e al centro sinistra, hanno spianato la strada ad una reazione politica isterica e vendicativa, da parte del governo Berlusconi, verso tutti quei problemi sostenuti politicamente e culturalmente dalla sinistra, ma soprattutto dal popolo che in essa si rivedeva. Problemi che contenevano in sé i valori propri della sinistra, come la solidarietà, l'ambientalismo, l'antimilitarismo, la tolleranza, la difesa dei diritti alla salute, al lavoro, alla casa, all'ambiente, alla sicurezza, alla giustizia, la difesa della costituzione e della giustizia sociale. Posizioni che contrastano con la cultura e gli interessi economici del neoliberalismo ideologico, rappresentato dal governo Berlusconi e sostenuto dall'imperialismo Americano, dall'Europa delle banche, da Confindustria, banca d'Italia, chiesa, mafie, poteri occulti, sindacati di regime e media prezzolati.

Una reazione partita soprattutto al Sud, per soddisfare i bisogni propagandistici della Lega razzista e in quelle Regioni amministrate dal centro sinistra, come la Campania, per accelerare la loro cacciata dai palazzi del potere locale.
 
In Campania, visto il disastro dell'amministrazione di centro sinistra, la cosa non era difficile. la Regione ha accumulato negli ultimi 5 anni di gestione, un buco nella Sanità di oltre 7 miliardi di Euro, in 14 anni di gestione amministrativa, non è riuscita a risolvere il problema dei rifiuti e il governatore Bassolino è sotto inchiesta. una Regione che ha il più alto tasso di disoccupazione del paese, il più alto tasso di criminalità organizzata e non, il più alto numero di comuni ed amministrazioni pubbliche commissariate, il più alto numero di politici inquisiti, il più alto tasso di analfabetismo ed evasione scolastica, il più alto numero di abusivismo edilizio e falsificazioni, negli ultimi anni è l'unica Regione che ha subito una riduzione dei propri cittadini (120.000, di cui 27.000 solo a Napoli) scappati altrove, lontani da un territorio di morte e desolazione, con un incremento della mortalità per tumori, dovuto all'avvelenamento del territorio da rifiuti tossici e diossina, che sta superando la mortalità per camorra e sul lavoro, che già era la più alta d'Italia. Mentre una barca di soldi (gli ultimi) è in arrivo dalla Comunità Europea, soldi che hanno fatto da amalgama all'accordo trà Berlusconi, Bassolino e la Jervolino, avvenuto a Roma, sulla pelle dei cittadini Campani, dove hanno concordato la proroga di un anno della loro permanenza al comune e alla Regione, in cambio della non ingerenza sugli interventi del governo sui rifiuti e su ogni altra cosa nella Regione.
 
Dopo di che i cittadini si sono visti imporre con il decreto Berlusconi, la discarica di Chiaiano, i militari a Napoli, l'inceneritore di Acerra, più uno in ogni capoluogo, Napoli compresa.
 
Poi si è passati alla Sanità, una Sanità che già costa ai cittadini Campani, molto di più di ogni altro Italiano. Prima perché il basso livello di qualità assistenziale offerto, costringe un altissima percentuale di cittadini a doversi rivolgersi ad altre Regioni o a strutture private o ad attività intramoenia (a pagamento)per avere una risposta assistenziale adeguata ai loro problemi; poi perché devono risanare il deficit, che non si risana mai, perché frutto di un sistema che utilizza la gran parte delle risorse della sanità, per mantenere gli apparati clientelari ed il proprio potere, il rimanente, non basta per far funzionare la sanità, da qui il deficit che stà già facendo pagare ai cittadini Campani da anni la quota massima di accise Regionale sulla benzina e delle imposte addizionali Regionale e comunale. Una situazione aggravatasi con la Regionalizzazione della sanità ed il finanziamento legato al PIL Regionale, che ha ridotto di molto il finanziamento per la Sanità in Campania, provocando un ulteriore aggravamento del deficit gestionale ed un accumulazione di debiti, fino alla situazione fallimentare attuale.
 
Già il precedente governo di centro sinistra, aveva avviato un piano per il rientro dei debiti e dei deficit. Per quelle Regioni che avevano sforato i bilanci, venivano fissati dei parametri da rispettare, in mancanza del quale, non si sarebbe ottenuto la prevista quota di finanziamento da parte del governo centrale e si poteva giungere fino al commissariamento.
 
Tali parametri, che prevedevano la riduzione di posti letto e servizi, tagli al personale e al salario accessorio, tagli alle spese e agli acquisti, blocco del turn-over e di qualunque tipo di assunzione, hanno prodotto un peggioramento inevitabile della situazione esistente, sia per gli operatori che per i cittadini e gli assistiti. Inoltre, la Regione Campania, non è riuscita a rientrare in tali parametri, perché per mantenere il sistema e far funzionare la sanità, i soldi non bastano. Anzi, la situazione è peggiorata, perché è stata creata l'ennesima società. Con tanto di personale assunto in modo poco chiaro, la "SORESA", con il compito di risanare i debiti, questa a contratto un ulteriore debito di circa 4 miliardi di Euro, presso alcune banche Svizzere, ipotecando tutte le strutture sanitarie pubbliche della Campania, che se la Regione (i cittadini) non pagano, entro i prossimi trenta anni il debito, le banche diventano proprietari della Sanità pubblica in Campania. Il fatto è che nemmeno questo è riuscito, perché molti fornitori ed aziende che vantano dei crediti, non sono stati pagati ed hanno intrapreso azioni legali, ingiunzioni di pagamento e pignoramenti, nei confronti di alcune ASL della Regione, che per questo motivo, qualcuno non ha potuto pagare la stipendio ai propri dipendenti, perché i soldi erano stati bloccati dai decreti ingiuntivi dei creditori. 
 
Adesso il governo Berlusconi, ha deciso di lanciare una grande campagna contro tutti i servizi pubblici, per accelerare, attraverso l'ulteriore affossamento dei servizi pubblici, il loro processo di privatizzazione, obiettivo da sempre proprio della politica neoliberista. Si è incominciato con l'attacco ai dipendenti pubblici, criminalizzandoli e facendoli passare per fannulloni agli occhi dell'opinione pubblica tutta, poi nella Sanità, si è passato ai tagli ai fondi, ai posti letto, al personale e agli stipendi, alla reintroduzione del ticket sanitario su tutte le prestazioni e per tutti i cittadini, indipendentemente dal loro reddito.
 
Ma siccome questo aveva creato qualche malumore in alcune Regione del Nord, veniva corretto il decreto, e si stabiliva che veniva applicato solo in quelle Regioni che non avevano rispettato il patto di stabilità dei bilanci e del rientro del debito, tra cui la Campania.
 
Questo, ben sapendo della già precaria situazione esistente in Campania, riguardo la Sanità, della situazione ambientale a rischio, dovuta al problema dei rifiuti, della precaria situazione sociale dovuta all'alto numero di cittadini e famiglie prive di reddito o ai limiti della povertà, certificati dall'ISTAT nella Regione Campania.
 
Un comportamento arrogante e calcolato che mira ad esasperare questa situazione per mettere definitivamente fuori dai palazzi del potere locale gli appartenenti al centro sinistra e lo fanno passando sulla testa della gente, senza alcun scrupolo, anzi strumentalizzando ed estremizzando i problemi.
 
Questa è la situazione in cui versano i cittadini della Campania, vittime delle faide politiche in atto nel nostro paese ed abbandonati da tutti, perchè nessuno li difende, se non loro stessi, come stanno facendo contro le discariche, gli inceneritori, la militarizzazione del territorio e come saranno costretti a fare per difendere il loro diritto alla salute a all'assistenza sanitaria pubblica, gratuita ed efficiente, per tutti i cittadini.
 

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di Redazione
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