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Legacoop: Assemblea annuale delle Cooperative di Produzione e Lavoro del Mezzogiorno


Legacoop: Assemblea annuale delle Cooperative di Produzione e Lavoro del Mezzogiorno
10/05/2011, 11:05

10 maggio 2011 ore 10.00 – 14.00 Centro Congressi Tiempo (is. E/5 Centro Direzionale) Interverranno: Vittorio Di Vuolo, Vice Presidente Legacoop Campania e Responsabile regionale Settore PL; Paolo Laguardia, Responsabile nazionale Cooperative PL Mezzogiorno; Rossano Rimelli, Direttore Ancpl; Marco Mingrone, Responsabile nazionale Cooperative Costruzione; avv. Dover Scalera; avv. Gaetano Esposito; on. ing. Prof. Salvatore Margiotta, Vice Presidente VIII Commissione Parlamentare Ambiente e LLP.

Si svolgerà a Napoli l'Assemblea annuale delle Cooperative aderenti a Legacoop di Produzione e Lavoro del Mezzogiorno. L'Osservatorio Economico e Sociale dell'Associazione nazionale Cooperative PL (Ancpl) ha predisposto una rilevazione per monitorare l'andamento delle cooperative più rappresentative del territorio (15 su 31 coinvolte), tenendo conto della ripartizione in comitati di settore: industriale, costruzione, ingegneria progettazione e consulting, misto. Il settore industriale nel 2010 si è chiuso con una maggiore capacità di tenuta rispetto all'esercizio precedente, pur senza recuperare i vistosi cali di produzione registrati nel 2009. Il settore delle costruzioni mostra nel 2010, per la prima volta, anche sotto il profilo numerico le grandi difficoltà che erano già state rese evidenti da indicatori di altro tipo, come i dati occupazionali. Diversamente dall'industria, che presenta andamenti più omogenei a seconda dei comparti di appartenenza delle cooperative, le imprese di costruzioni tendono a differenziarsi l'una dall'altra a seconda delle specificità e della capacità di reazione di ciascuna cooperativa. Le cooperative del settore ingegneria, progettazione e consulting, invece, a prima vista sembrerebbero mantenere una maggiore continuità con gli esercizi precedenti rispetto alla media del campione nazionale, ma la ridotta dimensione induce a ridimensionare questo risultato, a fronte di una complessiva maggiore fragilità imprenditoriale. Nel 2010, le cooperative del campione, hanno prodotto un valore d'affari complessivo pari a 165 mln di euro circa, con un incremento di circa 20 mln di euro rispetto al biennio 2008-2009. L'82% del giro d'affari complessivo è stato realizzato dalle imprese di costruzioni, a seguire le industriali con il 16,6%, ripartizione che si confermerebbe anche per il 2011. Il portafoglio ordini mostra un andamento lineare negli esercizi considerati. Nel settore dell'industria si registra una flessione (- 34%), mentre nelle costruzioni si profila un nuovo incremento (+ 11,9%) per il 2011. Quest'ultimo dato è registrato con una certa cautela per i non infrequenti ritardi nell'esecuzione dei lavori ad opera della stazione appaltante (con gli oneri connessi), o l'acquisizione di lavori a marginalità contenuta. Le cooperative di progettazione mostrerebbero per il 2011 un minor affanno (+ 7,4%), pur mantenendosi su valori modesti. Le cooperative confermano la vocazione territoriale: la metà del fatturato è, infatti, generato entro i confini regionali. Al pari di quanto rilevato per il complesso delle cooperative aderenti all'Ancpl, per le costruzioni rimane rilevante la quota di fatturato realizzata nell'ambito dei lavori pubblici, anche se la committenza privata contribuisce per una quota pari al 31,4%. L'industria è quasi interamente rivolta al mercato privato. Nel 2010 le cooperative del campione hanno impiegato nel complesso 838 persone, con un impatto occupazionale equivalente a quello di una grande impresa, delle quali 600 nel settore delle costruzioni e 215 nell'industria. A fronte di una situazione generale di difficoltà e incertezza, le cooperative del Mezzogiorno hanno dimostrato sino ad ora una tenuta occupazionale al pari delle altre in Italia (seppure in un contesto più difficile), a riprova dell'impegno del mondo cooperativo su questo fronte. Diversamente dagli occupati, i soci lavoratori mostrano un andamento di costante calo nell'ultimo triennio: un trend che accomuna il complesso delle aderenti all'Ancpl e tutti i settori produttivi e che induce ad immaginare un mancato, o troppo lento, rinnovo delle basi sociali rispetto a quanto avviene in termini di forza lavoro. Si presentano degli elementi di criticità: innanzitutto, risulta evidente l'aspetto dimensionale, che porta con sé alcune conseguenze, come la tendenza a competere in prevalenza nell'ambito di un mercato estremamente ristretto come quello regionale, o la scarsa efficienza e il mancato raggiungimento di economie di scala che concorre alla contrazione diffusa della redditività. Quest'ultimo fenomeno, che accomuna tutti i settori, potrebbe rappresentare un importante segnale rispetto ad una esigenza diffusa non solo di raggiungere soglie critiche superiori rispetto a quelle attuali ma, anche, di qualificare maggiormente la gestione dell'impresa attraverso azioni volte al conseguimento di una maggiore efficienza e ad un più efficace controllo di gestione.

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di Redazione
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