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Lettera Aperta di Confindustria Campania


Lettera Aperta  di Confindustria Campania
10/02/2012, 15:02

"Non possiamo più essere inerti di fronte alle gravissime difficoltà che assillano i nostri imprenditori.

Non possiamo più consentire che queste grida d’aiuto continuino a rimanere inascoltate, per poi sfociare in avvenimenti dolorosi che raccontano la disperazione di chi vede la propria azienda colare a picco e sente impotente la responsabilità delle famiglie dei propri lavoratori.

Stiamo parlando delle tante aziende che stanno cercando di sopravvivere alla più grave crisi di liquidità di tutti i tempi, aziende la cui sopravvivenza in questo momento dipende da quei crediti per i servizi erogati verso la Pubblica Amministrazione e/o da quei finanziamenti aggiudicati attraverso i bandi pubblici e attesi anche da cinque anni.

Perché dopo aver anticipato le somme loro dovute, subendo inefficienze e negligenze degli Amministratori locali, queste aziende adesso non ce la fanno più ad aspettare: moriranno se non si interviene immediatamente dando loro ciò che gli spetta di diritto.

Sentiamo parlare di “sviluppo” quando tra poco non ci sarà più nulla da sviluppare, non ci saranno interlocutori con cui parlare, ci saranno solo migliaia di lavoratori disoccupati.

Non ci potrà essere sviluppo senza saldare il pregresso, perché si assisterà all’ecatombe del sistema produttivo campano e la nostra Amministrazione regionale ne sarà responsabile.

Ricordiamo, solo a titolo di esempio, alcuni temi in questione:

Sanità: per quanto concerne le aziende del settore privato la Regione, da un lato, continua a non rispettare i contratti, ancorché vessatori, che annualmente obbliga a sottoscrivere e, dall'altro, non ha attuato alcuna misura per la risoluzione dell’annoso problema del ritardo dei crediti vantati da queste aziende; inoltre, nessun intervento è stato attuato per il risanamento del disavanzo strutturale della spesa pubblica regionale in questo settore, anzi, mentre le aziende private stanno mettendo centinaia di dipendenti in mobilità, la Regione annuncia trionfalmente nuove assunzioni nel settore pubblico.

Trasporto privato: i pagamenti dei corrispettivi che la Regione deve alle aziende private del trasporto su gomma sono fermi da un anno, per non parlare degli adeguamenti del corrispettivo chilometrico fermi ai costi di esercizio del ’99.

Turismo - misura 4.5 POR Campania 2000/2006: ferma da cinque anni, neanche le aziende inserite nella graduatoria che risale al 2009, hanno avuto notificato il Decreto di concessione dei contributi, per cui, i circa 52 milioni di euro stanziati, non risultando essere stati ancora utilizzati, sono stati inseriti nelle rinvenienze; solo lo scorso dicembre 2011 è stata autorizzata la spesa delle rinvenienze ma ora si attende il decreto di reimpegno dei fondi.

ICT - Misura 3.17 POR Campania 2000/2006: progetti di ricerca e innovazione fermi da 5 anni, il ché risulta già di per sé anacronistico, ancora oggi fermi nonostante vi siano i fondi e sia terminata la procedura di valutazione: non si procede alla liquidazione dei progetti approvati per un mero stallo della struttura amministrativa.

Innovazione - PASER 2007: il bando è stato pubblicato 4 anni fa e le imprese ammesse non hanno ricevuto ancora nessun contributo. L’ostacolo è rappresentato dal contrasto tra la Regione Campania ed il Mediocredito Centrale, soggetto preposto all’istruttoria ed alla concessione delle agevolazioni, che ad non ha ancora effettuato alcuna liquidazione: non possiamo più pagare per le controversie altrui.

Contratti di programma – PASER 2007: dopo cinque anni, dal continuo balletto di cifre siamo venuti a conoscenza che attualmente, su un totale di 180 milioni di domande di finanziamento, la disponibilità della Regione è pari a 100 milioni: perché non si procede con l’erogazione di questi primi 100 milioni?

Aiuti de minimis ICT - obiettivo operativo 5.2 POR FESR 2007/2013: una misura a sostegno delle imprese ferma da quasi tre anni, imbrigliata in una platea di “organismi di valutazione” e, ad oggi, ancora senza graduatoria.

E’ sempre più concreto il rischio che le risorse disimpegnate tornino nella disponibilità del Governo centrale se non si accelera la spesa dei fondi della programmazione 2007/2013 e quella delle risorse residue del POR 2000/2006.

E’ divenuto inaccettabile restare in silenzio di fronte a tali ritardi e al modo in cui la Regione intende la concertazione con il partenariato economico-sociale, che ci appare sempre più un mero atto pletorico e formale.

Non possiamo più consentire che siano sprecate le opportunità offerte dal confronto che vede le associazioni di rappresentanza del territorio pronte a fornire contributi sostanziali, come più volte dimostrato attraverso la presentazione di documenti condivisi con le altre parti sociali, ai quali però non è seguita una concreta attuazione da parte dell’Amministrazione regionale.

Se non si vedrà un cambio concreto di rotta, Confindustria Campania si riterrà libera di procedere con ogni iniziativa utile a tutelare le proprie aziende associate a tutti i livelli istituzionali e in tutte le sedi.". Lettera aperta di Confindustria Campania.

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di Redazione
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