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LIBERALIZZAZIONI: FARMACIE SOSPENDONO LE PROTESTE


LIBERALIZZAZIONI: FARMACIE SOSPENDONO LE PROTESTE
14/11/2007, 09:11

La Federfarma ha sospeso la protesta indetta contro la norma sulla liberalizzazione dei farmaci contenuta nella «Bersani Ter». Il Governo ha infatti con convocato l'associazione. Le farmacie hanno accolto così l'appello del ministro della Salute Livia Turco e sospendono l'iniziativa sindacale prevista dal 19 novembre, che avrebbe comportato per i cittadini a pagare di tasca propria tutti i farmaci, compresi quelli di fascia A, anticipando la somma che verrà poì rimborsata dalle Asl. Il percorso di liberalizzazione per i farmaci, contenuto nella Bersani ter e contestato dai farmacisti, prevede infatti la possibilità per la grande distribuzione di vendere anche i farmaci con ricetta di fascia C che si aggiungerebbero così a quelli di autocura.

Federfarma ha infatti preso atto che il Governo ha aperto un confronto per individuare soluzioni alternative all'articolo 2 del ddl Bersani-ter. I cittadini continueranno, quindi, a ricevere gratuitamente i medicinali a carico del Ssn. «La sospensione dell'iniziativa sindacale consentirà un più sereno svolgimento delle trattative - ha spiegato Federfarma in una nota - ed eviterà ai cittadini disagi che le farmacie sperano di non dover mai arrecare. A differenza di quanto qualcuno sostiene, le farmacie hanno realmente a cuore la salute dei cittadini e hanno apprezzato che una grande personalità come l'ex-ministro della salute Umberto Veronesi abbia affermato che 'hanno una grande dose di ragione nel protestare contro lo smantellamento del servizio farmaceuticò, determinato dalla volontà di trattare il farmaco come fosse una caramella».

I farmacisti hanno anche respinto le accuse di promuovere iniziative a danno della popolazione e di essere arroccate a difesa delle proprie posizioni. A dimostrare il contrario sarebbero proprio le proposte elaborate, con il contributo di Federfarma, al tavolo tecnico con il ministro della salute per la riforma del servizio farmaceutico: aprire 2.000-2.200 nuove farmacie (che si aggiungono alle 17.500 attuali) e di rendere più flessibili gli orari delle farmacie stesse. La norma contestata, secondo i farmacisti, stravolgerebbe il sistema, permettendo l'accesso ovunque a medicinali delicati, come antitumorali, antidepressivi, ormoni, vaccini. «Le farmacie - concludono i farmacisti - non sarebbero più in grado di garantire il servizio attuale, compresi i turni festivi e notturni, nè tanto meno i servizi aggiuntivi che i cittadini e le istituzioni vorrebbero. I titolari delle piccole farmacie rurali sarebbero indotti a spostarsi dalle zone poco popolate a centri commercialmente più appetibili, lasciando prive del servizio farmaceutico intere aree del Paese, abitate soprattutto da anziani».

(fonte: IlSole24ore.com)

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di Redazione
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