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Libia, Unione Africana invocata a Londra


Libia, Unione Africana invocata a Londra
29/03/2011, 17:03

“La posizione dell’Unione Africana non sorprenda: la totale assenza di quell’importantissimo organismo al vertice di Londra ratifica la grande distanza esistente tra Governi Occidentali e UA ed è la conseguenza della mancata condivisione, da parte dei Governi degli Stati d’Africa, della strategia d’attacco in Libia finora portato avanti dall’Occidente. Sia chiaro che la via d’uscita dalla crisi non può realizzarsi, e comunque non sarebbe completa, senza il ripristino delle buone relazioni internazionali tra il resto del mondo e gli Stati Africani”.

L’ing. Alfredo Cestari, Presidente della Camera di Commercio ItalAfrica Centrale-Unioncamere (e Console in Italia della Repubblica Democratica del Congo) dice: “La scelta interventista, assunta tra l’altro ad un ristretto tavolo, trovò sin da subito la ferma opposizione dell’Unione Africana che, intanto, lavorava per una soluzione diplomatica, di natura quindi opposta. Estromettendo l’UA dal merito, l’occidente si avviò sulla tortuosa strada dell’uso delle armi in una vicenda interna ad uno Stato sovrano, azzerando ogni possibilità di costruzione di una alternativa di tipo diplomatico e recidendo ogni possibilità di dialogo mediato con Gheddafi. A conferma del ruolo invece decisivo attribuito e svolto dall’UA, oggi lo stesso leader libico chiaramente chiede all’Occidente di lasciare il campo delle decisioni all’Unione Africana dicendosi pronto a rispettarle, di qualsiasi natura esse dovessero essere”.

Cestari continua: “In costante contatto con i governi Africani e con i sempre più preoccupati imprenditori italiani impegnati in nord Africa e fascia sub sahariana, affermo che l’errore fu fatto a Parigi quando, in buona sostanza, i Governi occidentali chiesero alla Unione Africana se intendesse ratificare la decisione interventista e militarista in precedenza presa (ricordo che mentre il vertice era in corso gli aerei, già da ore, bombardavano in Libia); che l’errore fu fatto in quei giorni dal Governo italiano che non fermò questa deriva interventista assurgendo al ruolo che tutti in Libia gli attribuivano (e probabilmente si aspettavano realizzasse): mediatore tra insorti, governo di Gheddafi e Stati Occidentali. Di fronte ad assolute mancanze di garanzie e di considerazione proprie di un recentissimo passato perché, oggi, l’UA dovrebbe accettare di sedersi al tavolo di Londra?”.

Cestari vede una via d’uscita: “Nonostante gli eventi evolvano rapidamente credo esistano al momento margini, seppur risicati, di ricucitura: ritengo ancora possibile e sempre più necessario un vertice a Roma tra Italia e Unione Africana, sia per trovare strade alternative alle bombe che per proteggere gli interessi di centinaia di aziende italiane impegnate in Africa ed in cerca di sicurezze. La Camera di Commercio ItalAfrica Centrale-Unioncamere è pronta a lavorare affinché i rappresentanti dei Governi dei 19 Stati africani su cui ha competenza accettino di incontrare a Roma il Governo Italiano”.

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di Redazione
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