Istruzione e lavoro / Lavoro

Commenta Stampa

Recepito l'accordo contrattuale su 416 e Cassa Integrazione

L'INPGI ha eliminato gli abbattimenti per i prepensionamenti. Bilancio 2008: attivo di 62 milioni


L'INPGI ha eliminato gli abbattimenti per i prepensionamenti. Bilancio 2008: attivo di 62 milioni
14/05/2009, 11:05

E' di 62 milioni e 719 mila euro l'avanzo nell’esercizio 2008: è il dato che emerge dal Bilancio consuntivo dell’Inpgi approvato all’unanimità nella seduta odierna del Consiglio di Amministrazione che ora viene sottoposto a ratifica del Consiglio Generale. Un risultato largamente positivo, pur ridotto rispetto alle risultanze del 2007 (avanzo di 110 milioni di euro) a causa delle notevoli turbolenze dei mercati finanziari mondiali. Ogni cento euro incassati per contributi l’Istituto ne spende 88,3 per erogare pensioni, un parametro che migliora rispetto al 90,3 del 2007. Il numero di pensionati cresce (+3,80%) in modo maggiore rispetto agli attivi (+2,73%), i nuovi rapporti di lavoro nel 2008 ammontano a 495 di cui 138 nel perimetro delle aziende Fieg, 172 nel comparto radiotelevisivo locale Aeranti-Corallo, 87 nel comparto pubblico. “Il bilancio descrive un Istituto sano, con una platea di iscritti che continua a crescere e una impalcatura di tutele che resta di assoluto rilievo – afferma il Presidente Andrea Camporese – ma non vanno sottaciute le preoccupazioni per il futuro che emergono sia dalle proiezioni attuariali di lungo periodo, sia dalla congiuntura economica estremamente sfavorevole che colpisce il comparto editoriale. Siamo chiamati ad una attenta vigilanza sull’evoluzione dei conti imposta dalla legge e dalla vigilanza dei Ministeri competenti”. Il Bilancio 2008 della Gestione Separata chiude con un avanzo di gestione di 4,861 milioni di euro. Con una delibera approvata oggi dal Cda l’Inpgi ha recepito l’accordo raggiunto dalle parti sociali Fnsi-Fieg sull’istituzione di una aliquota di alimentazione della spesa per cassa integrazione (0,60% di cui 0,50 a carico degli Editori) prima totalmente a carico dell’Inpgi e sul versamento da parte delle aziende editoriali del 30 per cento del costo complessivo di ogni prepensionamento per ogni giornalista che dovesse accedere al prepensionamento. Questi elementi, sommati ai 20 milioni di euro annui messi a disposizione dallo Stato per i prepensionamenti, sgravano completamente l’Istituto dai costi sostenuti per l’intero perimetro degli ammortizzatori sociali. “Questo risultato, inseguito per decenni – continua il Presidente Camporese – oltre a costituire un elemento di equità rispetto alle altre categorie di lavoratori, rappresenta un elemento essenziale per la sicurezza del sistema che, in ogni caso, verrà sottoposto ad un calo di contributi in entrata non indifferente in caso di uscite rilevanti dai luoghi di lavoro in assenza di reintegri d’organico. Se la crisi economica delle Aziende Editoriali non può non trovare risposte, è evidente che la gestione affidata alle Parti Sociali e sottoposta al vaglio dei Ministeri del Lavoro e dell’Economia rappresenta uno snodo essenziale”. Il Consiglio di Amministrazioni ha varato altre due delibere che verranno immediatamente trasmesse ai Ministeri Vigilanti per il vaglio. La prima riguarda l’eliminazione degli abbattimenti degli assegni pensionistici previsti in caso di prepensionamento con oneri a carico dello Stato o degli editori, la seconda riguardante il condono delle somme aggiuntive dovute dalle aziende editoriali che intendessero risolvere il contenzioso legale a seguito di ispezioni effettuate dall’Inpgi. “Con l’eliminazione degli abbattimenti, che nella precedente normativa arrivavano fino al 30 per cento della pensione fino al compimento del 65esimo anno di età – afferma Camporese – i giornalisti prepensionati si vedranno riconoscere l’intero importo della pensione immediatamente, adeguato agli eventuali anni di scivolo accreditati. Il maggior costo graverà sul fondo costituito per legge. In passato questo costo è stato sostenuto dall’Istituto sostanzialmente depauperando le posizioni dell’intera platea degli iscritti che hanno esercitato un’azione solidaristica costata nei decenni svariate decine di milioni di euro. Da questo principio nascevano le decurtazioni che oggi non hanno più ragione di esistere consentendo, nei pur dolorosi casi di abbandono anticipato del lavoro, una pensione nell’immediato notevolmente maggiore. Il condono può rappresentare un valore rilevante per l’Istituto, per le Aziende Editoriali e per gli stessi giornalisti oggetto di ispezioni che potrebbero vedere regolarizzate le proprie posizioni contributive. La legge non permette di abbattere i contributi evasi che andranno interamente versati, mentre permette di ridurre in modo consistente sanzioni e interessi. L’auspicio, di fronte ad un contenzioso che raggiunge complessivamente i 180 milioni di euro e si articola in centinaia di giudizi pendenti, è che l’adesione sia massima e permetta, proprio nel momento della crisi, di chiarificare il quadro rafforzando la sostenibilità del sistema”. Nella stessa seduta del Cda è stata anche deliberata l’applicazione della nuova normativa di copertura infortunistica concordata dalle Parti Sociali in sede contrattuale. Dal primo gennaio 2009 l’assicurazione infortuni contrattuale viene estesa ai giornalisti pubblicisti nonché ai titolari dei contratti disciplinati dagli articoli 2 e 12 del Ccnlg prima iscritti presso l’Inail. Un ulteriore elemento di tutela che riconduce all’Istituto di Previdenza di categoria l’intera platea dei dipendenti. Tutte le delibere citate sono state assunte all’unanimità.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©