Istruzione e lavoro / Lavoro

Commenta Stampa

LOPA: NECESSARIA VIGILANZA PER PREVENIRE MORTI BIANCHE


LOPA: NECESSARIA VIGILANZA PER PREVENIRE MORTI BIANCHE
17/06/2008, 09:06

Per le morti bianche bisogna immediatamente attivare un coordinamento sulle attività di vigilanza. Lo ha dichiarato il Dirigente di AN-Popolo della Libertà, Rosario Lopa, a margine dell’incontro sulla sicurezza sul lavoro, tenutosi questa mattina a Napoli, organizzato da Azione Sociale Napoli, coordinata da Vincenzo Garofano, che ha visto la partecipazione delle Associazioni partenopee, confederate alla Nuova Italia: Casa della Legalità, coordinata da Enzo Schiavo, Nuova Agricoltura, con Vincenzo Scola, Porta del Sud, con il portavoce Alfredo Catapano, Nuova Campania, Azione Giovani, con il componente dell’Esecutivo Nazionale Carlo De Falco, Pasquale Clemente presidente di Alleanza Europea, Eduardo Marino di Azione Legale Napoli, Giuseppe Di Paolo responsabile di Casa Sociale. Bisogna sempre più coordinare la sicurezza sui luoghi di lavoro, ha ribadito l’esponente del partito di Fini, riordinare la materia in un testo unico, semplificare, coordinare, ma soprattutto investire sulla prevenzione. Abbiamo bisogno, continua Lopa, di norme esecutive, come ad esempio il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza. Tale coordinamento che si può attuare tramite un atto amministrativo, armonizzerebbe e razionalizzerebbe le competenze istituzionali, evitando sovrapposizioni e duplicazioni di interventi, oltre a garantire indirizzi generali uniformi su tutto il territorio nazionale. Il coordinamento permetterebbe, ha spiegato Lopa, senz'altro, un uso più razionale ed efficiente delle risorse umane disponibili presso le amministrazioni pubbliche interessate ed un parziale superamento dei limiti derivanti dalle carenze strumentali e di organico. In tal modo si potrebbe aumentare il numero delle ispezioni sul territorio per verificare il rispetto delle norme sulla sicurezza. Bisogna sottolineare, ha ribadito Lopa, non solo l’importanza della sicurezza sul lavoro, che ancora necessita nella nostra Regione, la Campania, a Napoli e in tutto il Paese di una rilevante attenzione, ma anche confermare l’impegno delle forze sociali, politiche e sindacali sulle nuove forme del lavoro, in cui più facilmente si annida la precarietà e l’incertezza per il futuro, specialmente tra i più giovani, per combattere gli infortuni sul lavoro e i fenomeni del lavoro nero e del caporalato.

 
Qualche dato:Italia maglia nera. Un milione di incidenti l’anno con un lavoratore ucciso in media ogni 7 ore, per un totale che arriva a quota 1.300 morti ogni 12 mesi a causa del lavoro. Negli ultimi mesi, poi si sono verificati alcuni tra i più tragici incidenti sul lavoro. Primo di tutti quello del 6 dicembre 2007 a Torino, con sette operai del turno notturno morti in un incendio nello stabilimento della acciaieria ThyssenKrupp. I dati ufficiali dicono che nel 2007 i morti per incidenti sul lavoro sono stati 1.260 a fronte di poco più di 913 mila incidenti: secondo l’Inail, si è avuta una diminuzione rispetto al 2006, sia per gli incidenti (erano stati 928 mila) sia per i morti (due anni fa se ne erano contati 1.361). Numeri drammatici, soprattutto se si considera che un’indagine dell’Inca Cgil di Bruxelles consegna all’Italia il triste primato di maglia nera dell’Europa a 15: e lo fa sui dati del 2005, gli ultimi comparabili, quando le morti non raggiungevano ancora le mille unità ma erano, da sole, quasi un quarto del totale di incidenti mortali registrati nell’Unione

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©