Istruzione e lavoro / Imprese

Commenta Stampa

Stampa, tv analogica e radio verso il tramonto?

L'Osservatorio su New Tv & Media fa notare l'enorme crisi dei media tradizionali


L'Osservatorio su New Tv & Media fa notare l'enorme crisi dei media tradizionali
15/12/2009, 21:12

MILANO - Se il modo per constatare la buona salute di un settore di comunicazione è valutarne il richiamo commerciale derivante dalla mole di investimentche tale settore riesce a richiamare, allora, la stampa, la tv analogica e la radio, si stanno ammalando sempre più. Secondo un'indagine promossa dal Politecnico di Milano e pubblicata dall’Osservatorio su New Tv & Media, infatti, i "vecchi" mezzi di comunicazione, durante il corso del 2009, hanno conosciuto un copioso decremento degli investimenti pubblicitari. Il settore più in crisi appare quello, manco a dirlo, della carta stampata (con un preoccupante -40% rispetto al 2008).
Seguono con un abbattimento del 14% le radio e chiudono la classifica le tv analogiche con un -10%. Statistiche alla mano, dunque, i media tradizionali sarebbero caduti in un vero e proprio baratro. A soffrire di più sarebbe, come già evidenziato, la carta stampata, con sempre più quotidiani e free press costretti a chiudere bottega a causa di fondi insufficienti. Prima di dare un'occhiata alle cifre riferite al nuovo mezzo di comunicazione per eccellenza, però, occorre soffermarsi brevemente sulle tv digitali che, in questo 2009, hanno conosciuto un incremento negli investimenti pubblicitari pari al 6%.
E' strano notare come, nel nostro paese, una tecnologia che in tanti oltri luoghi del mondo è ampiamente utilizzata da decenni possa essere considerata un "new media" con annessi e connessi positivi segnali di crescita.
Passando agli incrementi per "advertising" su internet, si nota un aumento del  valore di 18,5 miliardi di euro nel 2008 a circa 17 miliardi nel 2009, la contrazione è palese e si attesta tra l’8 ed il 10%.
Gli analisti, inoltre, prevedono l'ammontare di un patrimonio che sfiorerà il miliardo di euro (solo per questo 2009) riguardo i proventi ricavati grazie ai pagamenti avvenuti per i cosiddetti contenuti premium dai web media. Mica male; soprattuto considerando che, sempre a detta degli esperti, tale neonato mercato conserva un potenziale enorme per il prossimo futuro.
L'idagine dell'Osservatorio su New Tv & Media scattano un'importante fotografia alle modalità di sviluppo tecnologico dell'Italia; evidenziando le già note contraddizioni intrinseche, la lentezza con la quale il nostro paese riesce ad adeguarsi alle nuove tecnologie (in Europa, tra gli stati industrializzati, siamo quello dove sussiste la minor misura di investimento pubblicitario su internet) e la grossa difficoltà che devono affrontare gli editori italiani.

Commenta Stampa
di Germano Milite
Riproduzione riservata ©