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Lsu, Lpu, Lsu autofinanziati, cassintegrati e in mobilità manifestano il 9 giugno al ministero del Lavoro


Lsu, Lpu, Lsu autofinanziati, cassintegrati e in mobilità manifestano il 9 giugno al ministero del Lavoro
07/06/2010, 14:06

I primi a pagarne gli effetti della manovra-massacro varata dal Governo saranno i Lavoratori Socialmente Utili, i Lavoratori di pubblica utilità e i cassintegrati, tutti precari di Stato senza contratto di lavoro. Per i Lsu/Lpu non si prevede infatti nessuna assunzione per il blocco del turn-over, vengono tagliate le risorse per le stabilizzazioni e per le integrazioni in virtù dell’obbligo al taglio del 50% di spesa, e gli enti utilizzatori potranno giustificare la revisione o decadenza di accordi già sottoscritti per le assunzioni. Per i cassintegrati, destinati a nuovi progetti di lavoro socialmente utile, non ci saranno prospettive di reinserimento, né presso le aziende di provenienza, né presso gli enti pubblici utilizzatori, i quali sostituiranno le cessazioni o la carenza di organici con le prestazioni di cassintegrati, non contrattualizzati, nei comuni, nei tribunali, nelle università, in continuità con quanto sperimentato con gli attuali Lsu.

A questa condizione di sfruttamento, di fatto lavoro nero, si aggiunge l’onere zero per i contributi previdenziali che gli enti non sono obbligati a versare, delineando un vero e proprio “affare” per lo Stato.
L’assenza di contribuzione utile alla pensione accomuna infatti le categorie Lsu, Lpu, cassintegrati e in mobilità, per effetto della riforma delle pensioni del 1995 che, azzerando il valore del contributo figurativo riconosciuto ai percettori di ammortizzatori sociali, produrrà danni sociali incalcolabili per il futuro di milioni di lavoratori.


1. No al taglio delle piante organiche e dei servizi degli enti pubblici.

2. Obbligo di utilizzo a 36 ore settimanali con integrazione e retribuzione pari al dipendente, per l’intera durata dell’ammortizzatore sociale.

3. Inserimento in pianta organica al termine degli ammortizzatori sociali e adeguamento della stessa alle effettive necessità dei servizi e al numero dei lavoratori già impegnati o da avviare in attività integrative o socialmente utili.

4. Riconoscimento del diritto e della misura per l’intero periodo di fruizione della disoccupazione involontaria, cassintegrazione ordinaria, straordinaria e di mobilità ai fini pensionistici.

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di Redazione
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