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Lunedì Raffaele Cantone incontra gli allievi del Master in Beni Confiscati


Lunedì Raffaele Cantone incontra gli allievi del Master in Beni Confiscati
26/02/2011, 12:02

Lunedì 28 Febbraio alle ore 10 presso la Sala degli Angeli dell’Università Suor Orsola Benincasa Raffaele Cantone, magistrato della Corte di Cassazione, sarà il protagonista di un Forum di discussione con gli studenti del Master in Promozione, valorizzazione e riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata, promosso dall’Università degli Studî di Napoli Suor Orsola Benincasa con il sostegno della Fondazione per il Sud, in partenariato con Libera - Associazioni, nomi e numeri contro le Mafie, Consorzio S.O.L.E - Cammini di Legalità ed Agrorinasce - Agenzia per l’Innovazione, lo sviluppo e la sicurezza del territorio ed in collaborazione con la Fondazione Pol.i.s. - Politiche Integrate di Sicurezza per le vittime innocenti di criminalità e i beni confiscati.

La discussione prenderà avvio dall’ultimo libro di Raffaele Cantone “I gattopardi. Uomini d’onore e colletti bianchi: la metamorfosi delle MAFIE nell’Italia di oggi” (Edizioni Mondadori).

L’incontro verrà introdotto da Francesco De Sanctis, Rettore dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, Lucio d’Alessandro, Preside della Facoltà Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa e direttore scientifico del Master, Geppino Fiorenza, referente regionale di Libera - Associazioni, nomi e numeri contro le Mafie, Silvio Lugnano, direttore scientifico del Master in Scienze criminologiche, investigative e politiche della sicurezza dell’Università Suor Orsola Benincasa e da Isaia Sales, docente di Storia della criminalità organizzata nel Mezzogiorno d'Italia all’Università Suor Orsola Benincasa

All’incontro, aperto a tutti gli studenti dell’Università, prenderanno parte anche gli allievi del Master in Scienze criminologiche, investigative e politiche della sicurezza dell’Università Suor Orsola Benincasa e gli allievi della Scuola di Giornalismo “Suor Orsola Benincasa”.


I Gattopardi
Uomini d’onore e colletti bianchi: la metamorfosi delle MAFIE nell’Italia di oggi

“Quello che si sta materializzando nelle regioni meridionali è un buco nero, che poco alla volta rischia di inghiottire le migliori risorse umane e materiali del Sud. Medici, architetti, ingegneri, avvocati, commercialisti, banchieri, funzionari locali e uomini delle istituzioni vengono inglobati nel sistema di potere che ruota intorno ai clan. Una mentalità dominante, che disprezza la legalità e ha perso ogni fiducia nello Stato, li porta a pensare, a parlare, ad agire come mafiosi. Fino a renderli parte di questo tessuto criminale, con una trama di legami economici e professionali che si estende senza confini. Perché la criminalità è così organizzata da risolvere tutti i problemi: non ha più bisogno di minacciare, oggi offre servizi apprezzati e competitivi. Dove la legge non funziona, dove le banche non danno credito, dove gli enti locali non hanno efficienza, i boss garantiscono soluzioni concrete: sentenze inappellabili, prestiti a tassi ridotti, pratiche approvate in tempi rapidi”.

Nel libro “I Gattopardi” il magistrato Raffaele Cantone e il giornalista Gianluca Di Feo tracciano il profilo di uno scenario inquietante: dall'economia alla politica, dalla magistratura alle forze dell'ordine, alla pubblica amministrazione, fino al giro d'affari che ruota intorno al calcio, non c'è ambito della vita pubblica meridionale che non conosca una zona grigia di collusione con la malavita organizzata. Le mafie hanno infatti imparato a limitare l'uso della violenza, si presentano come garanti della pace sociale, agiscono sotto traccia, comportandosi come una holding del terziario avanzato, con il suo pacchetto di servizi completi per le aziende, dalla protezione alla fornitura di manodopera a basso prezzo. Un'offerta in grado di trasformare gli imprenditori da vittime predestinate delle estorsioni in entusiasti clienti e complici. È questo l'habitat ideale dei Gattopardi, "boss invisibili, accolti ovunque, capaci di stringere qualunque mano e intrecciare ogni business, sostenuti però dall'obbedienza di chi usa le armi e sa uccidere". Le conseguenze di tale infiltrazione sono naturalmente disastrose per l'economia legale e le casse dello Stato, a partire da quell'enorme voragine di sprechi e ruberie che è la sanità pubblica.

In un libro scritto in maniera coinvolgente come un romanzo, Cantone e Di Feo dimostrano, una volta di più, come la sfida della malavita organizzata riguardi non solo il Sud, ma tutto il paese. Una sfida che è possibile vincere, ma che esige innanzitutto il coraggio di riconoscere il nemico anche quando si mimetizza in rassicuranti abiti borghesi: "Oggi nessuno osa più dire "la mafia non esiste", ma nessuno vuole guardare il suo nuovo volto. Perché fa paura a tutti".

Raffaele Cantone

Nato a Napoli nel 1963, è stato fino al 2007 pubblico ministero presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, dove si è occupato delle indagini sul clan camorristico dei Casalesi, riuscendo ad ottenere la condanna all'ergastolo dei più importanti capi di quel gruppo fra cui Francesco Schiavone, detto Sandokan, Francesco Bidognetti, detto Cicciotto 'e Mezzanott, Walter Schiavone, detto Walterino, Augusto La Torre, Mario Esposito e numerosi altri.

Si è occupato anche delle indagini sulle infiltrazioni dei clan casertani all'estero; in particolare in Scozia, dove è stata individuata una vera è propria filiale del clan La Torre di Mondragone dedita al reinvestimento in attività imprenditoriali e commerciali di proventi illeciti, in Germania, Romania ed Ungheria dove esponenti del clan Schiavone durante la latitanza si erano stabiliti ed avevano acquistato beni immobili ed imprese.

Ha curato il filone di indagini che hanno riguardato gli investimenti del gruppo Zagaria in Parma e Milano facendo condannare per associazione camorristica un importante immobiliarista di Parma. Vive sotto scorta dal 2003 in quanto gli investigatori scoprirono un progetto di un attentato ai suoi danni organizzato dal clan dei Casalesi.

Attualmente lavora presso l'Ufficio del Massimario della Suprema Corte di Cassazione.

È stato autore di numerose pubblicazioni in materia giuridica. Collabora con riviste giuridiche, quali Cassazione Penale, Rivista Penale, Archivio nuova procedura penale e Gazzetta Forense. Nel 2008 ha pubblicato per la Mondadori “Solo per giustizia”, opera autobiografica in cui ripercorre la sua esperienza di magistrato di prima linea e divenuta subito un best seller. Alla fine del 2010 ha pubblicato “I Gattopardi”, scritto in conversazione con il giornalista dell'Espresso Gianluca Di Feo.
Attualmente collabora come editorialista per il quotidiano “Il Mattino”, per il quale cura anche il Blog “La città delle regole”.

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di Redazione
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