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Tutte le cifre del rapporto "Sos Imprese"

Mafia, fatturati 135 miliardi di euro a danno dei commercianti


Mafia, fatturati 135 miliardi di euro a danno dei commercianti
27/01/2010, 18:01

NAPOLI - L'articolo firmato da Claudio Tucci comparso oggi sul Sole 24 ore contiene al suo interno cifre agghiaccianti che parlano, ad esempio, di 1300 reati al giorno, 54 all'ora e quindi poco meno di uno al minuto. Dal racket all'usura, fino al danneggiamento degli edifici, alle rapine e alle falsificazione dei prodotti. Un giro di affari che frutta alla malavita organizzata circa 135 miliardi di euro di fatturato ed un utile netto che sfiora i 70 miliardi.
La "Mafia Spa" non conosce assolutamente periodi di crisi e muove una mole di danaro che farebbe rabbrividire anche l'imprenditore più ricco e smaliziato. La conferma della fruttuosa attività della cosche criminali a danno dei commercianti arriva dal rapporto Sos Imprese dall'eloquente titolo:"Le mani della criminalità sulle imprese". I dati, presentati a Roma da Confesercenti, prendono in analisi tutta l'attività fuorilegge messa in piedi da camorra, mafia ed 'ndrangheta e parlano chiaramente di 160mila taglieggiamenti, 200mila vittime di usura, 500mila truffati, 90mila rapine e furti.
Prendendo in analisi solo i 24 miliardi assicurati dal racket, come osserva drammaticamente il presidente di Confesercenti Marco Venturi,  si "potrebbero creare almeno 200mila posti di lavoro, specie al Sud - dove, come noto, è prevalente il fenomeno criminoso - e a favore dei giovani".
Le attività "economiche" predilette, come sottolinea il  presidente di Sos Imprese Lino Busà, sono quelle dell'edilizia (con un'attitudine peculiare al settore delle concessioni), i giochi e le scommesse; poi il commercio collegato in prevalenza alla grande distribuzione e l'autotrasporto. "Tradizionali" anche le modalità di gestione dell'attività illecita con srl,  franchising e società in partecipazione che si affidano a prestanome incensurati.
Se da un lato restano praticamente quasi invariati mezzi e successi della malavita, è doveroso però registrare una maggiore presenza dello Stato registrata negli ultimi tempi con circa 200 latitanti arrestati, 4000 arresti per mafia, la camorra casertana pervicacemente perseguita e beni sequestrati per oltre 7 miliardi di euro. Certo: 7 miliardi rispetto ai 70 sembrano pochi ma è un inizio. Come come è un inizio il rincuorante sensibile aumento del numero degli imprenditori che si sono ribellati al giogo dell'usura e del racket (da 995 denunce si è passati a quasi 1400 nell'ultimo anno). Le cifre dimostrano effettivamente un passo in avanti delle istituzioni nella tutale del cittadino ma, come ricorda Venturi, bisogna assolutamente "aver la forza di escludere, con rigore, le imprese colluse da appalti e forniture pubbliche e pensare, invece, a percorsi preferenziali per chi si ribella al racket". Non solo, bisogna anche fare in modo che chi denuncia goda di "politiche agevolative" per l'accesso al credito dato che, ad oggi, un imprenditore che osa mettersi contro la mafia, viene considerato dalle banche e dagli istituti credizi come un "soggetto a rischio".
In ultimo, riguardo i rumors che parlavano di imprese contattate per far rientrare in maniera illegale denaro sporco aggirando il sistema dello scudo fiscale, il numero uno di Confersercenti assicura che, tale ipotesi, è molto lontana dalla realtà.
Per Venturi, infatti, dato che si parla in prevalenza di piccole e medie imprese, è impensabile che queste ultime vangano utilizzate come "parcheggi" per le ricchezze delle organizzazioni criminali. La legge sullo scudo fiscale proprogata al prossimo 30 aprile, in effetti, si rivolge proprio alle grandi e grandissime imprese ed è li che bisognerebbe puntare lo sguardo con maggiore attenzione.

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di Germano Milite
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