Istruzione e lavoro / Lavoro

Commenta Stampa

Manovra, ancora un massacro per i pensionati


Manovra, ancora un massacro per i pensionati
24/10/2013, 12:18

ROMA - Il popolo dei pensionati, una massa di circa 18 milioni di cittadini italiani, cittadini  che in teoria potrebbero determinare qualsiasi scelta economica, politica e sociale del Paese, in effetti, non conta nulla nel quadro politico nazionale e non ha voce in capitolo nelle scelte che vengono fatte dal governo di turno e che si ripercuotono pesantemente sul loro quotidiano, ha dichiarato il Segretario Generale del Sindacato Comparto Sicurezza e Difesa – S.C.S.D., Antonio de Lieto. Tagli  a “tutto gas” sulla pelle dei pensionati, cittadini senza diritti, senza voce, esposti a tutte le angherie possibili ed immaginabili ….e tanti  tacciono o, con voce flebile, mugugnano,  stando attenti a tenere la voce bassa, perché qualcuno potrebbe sentire. In molti credono che andando in pullman a Roma, di tanto in tanto, di panini muniti, si possa far sentire le loro ragioni. E’ necessario – ha continuato DE LIETO - chiedersi, con quale, logica si  blocchi  parzialmente, ma in maniera significativa,  l’adeguamento all’indice d’ inflazione  per le pensioni che, al lordo, vanno da E 1.486,3 a E 2.972,6 e che si cancelli del tutto, per le pensioni, AL LORDO  di oltre E 2.972,6 .  FORSE IL COSTO DELLA VITA, per questi pensionati, non aumenta? Tutti auspichiamo una ripresa economica che, indubbiamente, prima o poi, vi sarà. Con essa aumenteranno i consumi, quindi aumenteranno i prezzi  e di conseguenza, essendo agganciati solo parzialmente, molto parzialmente o per nulla, all’aumento del costo della vita, milioni di pensionati, anno dopo anno, diventeranno più poveri, ed in 10 anni, pensioni oggi decenti, diventeranno pensioni da fame. Bisognava colpire le pensioni d’oro?  Una pensione di neppure 1,500 euro lordi, è una pensione d’oro? E da 2.972 E, sempre al lordo, è di platino? Si spreme chi ha sempre pagato e sudato. I pensionati si perdono dietro la destra, la sinistra ecc. – ha rimarcato DE LIETO - ma non pensano che da tutti, hanno sempre ricevuto calci in bocca e che solo un forte Sindacato di Pensioanti, capillarmente presente sul territorio, può dare forza e ragione, ai  DIRITTI. Intanto – ha concluso DE LIETO -  apprendiamo che gli stipendi dei dipendenti della Banca d’Italia, non subiranno nessun blocco, perché dall’elenco delle categorie di dipendenti della P.A. inclusi dalla normativa   detta “ bloccastipendi”, voluta dal Ministro Tremonti nel 2010, esce il personale della Banca d’Italia ed entra invece, quello del servizio sanitario nazionale. Si riapre per questo personale di via Nazionale,  la contrattazione  bloccata nel 2010, dal Ministro Tremonti.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©