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L'azienda torinese riceve l'appoggio di Confindustria

Marcegaglia: su caso Melfi la Fiat ha agito legittimamente


Marcegaglia: su caso Melfi la Fiat ha agito legittimamente
25/08/2010, 19:08

RIMINI - "Quello che ha fatto la Fiat è in linea con la legge. Tutti devono rispettare il giudice, ma quello che fatto la Fiat è legale. Parlare solo dei diritti dei 3 operai non è corretto: bisogna parlare dei diritti di tutti i lavoratori". Così Emma Marcegaglia, ripresa da Reuters, sul sempre più incascendente caso legato alla condotta dell'azienda torinese nei confronti dei tre operai "dissidenti" dello stabilimento di Melfi.
E così, dopo le bacchettate poderose e ripetute dei sindacati, i moniti del Quirinale e di alcuni esponenti del governo, la casa automobilistica riceve la pacca sulla spalla e l'abbraccio solidale di Confindustria. L'intera questione, come noto, è collegata al licenziamento da parte della Fiat di tre operai (due dei quali delegati della Fiom) per aver bloccato un carrello e quindi la produzione durante un'azione di protesta. Di li a breve il ricorso dei tre ed il pronunciamento del giudice che ne richiedeva il reintegro immediato riscontrando l'atteggiamento antisindacale del gruppo piemontese.
Per  la Fiat,"reintegrare", significa però testualmente restituire il salario mensile ai dipendenti e riabiliatarli dal punto di vista sindacale ma non reinserirli all'interno del ciclo produttivo. La risposta immediata con una denuncia penale per non aver ottemperato alle richiese del giudice del lavoro è arrivata in primis dalla Fiom. Poco dopo, però, il Lingotto è stato letteralmente accerchiato da similari richieste di reintegro lavorativo totale avanzate da Cgil, Cisl, Uil ed il minostro del Lavoro in persona Altero Matteoli. Dulcis in fundo, come ultima stangata, è arrivata anche l'opinione di Giorgio Napolitano che, sebbene nella lettera di risposta ai lavoratori di Melfi si sia detto intenzionato ad attendere la fine della vicenda giudiziaria, al contempo ha espresso "grande rammarico" e senso di solidarietà e comprensione per la dignità lesa dallo stipendio percepito senza la prestazione lavorativa.
E così, Sergio Marchionne, constatando l'accerchiamento praticamente totale, aveva minacciato di lasciare Confindustria qualora non si fossero proposte nuove norme maggiormente flessibili per regolamentare il settore dell'auto a dispetto di quello metalmeccanico. Per placare almeno in parte le furie di Marchionne, è arrivato dunque l'intervento della Marcegaglia che, alla conferenza stampa del metting Cl tenutasi a Rimini, ha lanciato una riflessione provocatoria:"L'opinione di Confindustria è che il tema vero è capire se questo Paese vuole avere un futuro industriale. Se lo vogliamo avere, davanti ad un'impresa che decide di fare una delocalizzazione al contrario e chiede di poter avere una gestione il più possibile chiara degli impianti dobbiamo cambiare radicalmente le relazioni industriali".
In questo senso, ha concluso la numero uno di Confindustria:"Dobbiamo avere relazioni industriali come in Germania e negli Stati Uniti dove non è possibile che un gruppo di persone possa decidere di bloccare la produzione".

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di Redazione
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