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Marciano(PD): "Investire su banda larga"

Contribuire alla riduzione del gap dell'Italia

Marciano(PD): 'Investire su banda larga'
07/06/2013, 17:57

NAPOLI - “Per fare fronte alla crisi e sostenere lo sviluppo imprenditoriale e culturale del paese, la Regione Campania deve investire sulle opportunità derivanti dalla rete e dalla banda larga, contribuendo alla riduzione di un gap che vede l’Italia e soprattutto il Meridione molto indietro rispetto al resto d’Europa”. Lo ha detto Antonio Marciano, consigliere regionale e componente della Commissione Attività Produttive della Regione Campania, nel corso del forum “Le imprese culturali e creative nello sviluppo regionale e locale”, organizzato dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli guidato da Vincenzo Moretta.

“L’Ordine di Napoli vuole fare da aggregatore per il rilancio culturale del territorio, collegando l’impegno civile dei commercialisti e le istituzioni – ha sottolineato Giampiero De Angelis, consigliere dell’Odcec partenopeo – Le basi e le competenze ci sono, come dimostrano realtà come il Tunnel Borbonico e la Cappella Sansevero: servono incubatori di intelligenze e di risorse”.

A fargli eco Marco Giorgi, presidente della Commissione Gestione imprese della Cultura Odcec Napoli: “Bisogna valorizzare le competenze territoriali, realizzando sinergie che possano permettere alle imprese della cultura di generare risultati anche sul piano sociale”.

Secondo Giovanni Granata, consigliere Odcec Napoli, “è fondamentale razionalizzare l’offerta di cultura nella nostra regione: il rilancio economico deve passare per questo settore, ma stabilendo obiettivi certi da perseguire”.

“L’idea degli incubatori per lo sviluppo di imprese culturali coglie nel segno – ha evidenziato Achille Coppola, presidente emerito Odcec Napoli – Se non c’è cultura, non c’è società, non c’è economia, non c’è sviluppo”.

Paola Bovier, dirigente della Sopraintendenza dei Beni Architettonici di Napoli, ha auspicato “che il ritorno economico derivante dalla cultura possa portare ad un rilancio occupazionale e ad una maggiore valorizzazione del patrimonio artistico locale. Il contributo dei privati? Perché no, purché sia in accordo con le pubbliche amministrazioni”.

In conclusione, Stefano Consiglio, docente di Organizzazione Aziendale dell’Università Federico II di Napoli, ha focalizzato l’attenzione sulla “social innovation, una modalità moderna di gestire il patrimonio artistico. Napoli è una realtà complicata, ma stanno nascendo iniziative promosse da cittadini, che tengono cura di parte del territorio e riescono a garantire una sostenibilità non soltanto ambientale e culturale ma anche a creare occupazione”.

Al forum hanno partecipato anche i docenti Ludovico Solima e Filomena Izzo; Enzo De Luzio, direttore del Tunnel Borbonico di Napoli; Paolo Giugliano, consigliere di amministrazione della “Cappella Sansevero”.

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di Redazione
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