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Bevilacqua: "Molto deluso da queste tracce"

Maturità: "I giovani e la crisi" la traccia più gettonata

Il saggio socio-economico è stato scelto dal 41,2%

Maturità: 'I giovani e la crisi' la traccia più gettonata
20/06/2012, 18:06

ROMA – E’ stata quella sui giovani e la crisi economica la traccia più gettonata dai ragazzi alle prese con l’esame di maturità. Secondo i dati che emergono da un campione significativo di scuole (419), infatti, la traccia del saggio breve dell’ambito socio-economico è stata scelta dal 41,2% degli studenti. A riferirlo, il ministero dell’Istruzione. Al secondo posto il tema di ordine generale “Avevo vent'anni. Non permetterò a nessuno di dire che questa è la più bella età della vita”, svolto dal 21,9% dei candidati.  Al terzo posto, invece, si attesta la traccia di ambito tecnico-scientifico “La responsabilità della scienza e della tecnologia”, scelta dal 14,5% degli studenti. A seguire l'analisi del testo di Eugenio Montale “Ammazzare il tempo”, scelto dal 9,0%, mentre il tema storico sullo sterminio degli ebrei è stato svolto dal 4,7%. Un risultato questo particolarmente rilevante dato che la media negli ultimi anni di coloro che sceglievano questo ambito si attestava attorno all'1%. Al sesto posto nelle preferenze dei ragazzi il tema di ambito artistico-letterario “Il labirinto”, scelto dal 4,6%, e infine il tema di ambito storico-politico “Bene individuale e bene comune”, svolto dal 4,1% degli studenti. Sia nei licei, sia negli istituti tecnici e professionali la traccia più gettonata è stata quella in ambito socio-economico, passando da un massimo del 51,4% degli istituti tecnici ad un minimo del 31,8% dei licei. 
“Sono molto deluso. Questi temi mi hanno deluso, non insegnano niente. Vedremo negli anni prossimi ma per ora c’è un guazzabuglio culturale più unico che raro”. Lo scrittore Alberto Bevilacqua boccia senza esitazioni, parlando con l'Adnkronos, le tracce con cui i maturandi si sono confrontati questa mattina nella prima prova d'esame. “La cifra culturale - spiega Bevilacqua - nella sua genericità si è abbassata di tono. E’ questo abbassamento di tono si sente anche nei temi. E’ un cambiamento di orizzonte, di titoli e di nozioni. C’è una confusione per l’aria in base alla quale si chiede di essere meno ferrei e più alla mano. Questa tendenza, però, è occasionale e non esprime nulla di autentico”. Queste tracce per Bevilacqua, insomma, rappresentano “un passo indietro”.

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di Valerio Esca
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