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Minori prima Conferenza Internazionale Cartografie Sociali


Minori prima Conferenza Internazionale Cartografie Sociali
28/03/2013, 12:11

Seminari di studio, workshop, proiezioni di film, documentari e presentazioni di libri. Sono tre giornate con un programma molto ricco quelle della prima conferenza internazionale di cartografie sociali dedicata al tema “Guerre per i diritti/Guerre ai diritti? Globalizzazione e crisi della democrazia” che si è svolta a Minori da lunedì 25 Marzo a Mercoledì 27 Marzo. La conferenza è stata organizzata da Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, Urit - Unità di Ricerca sulle Topografie sociali e dall’associazione culturale “Le parole e le cose”, con il sostegno del Comune di Minori, che grazie all’impegno del Sindaco Andrea Reale e del Consigliere delegato per il Turismo, Paola Mansi, ha reso possibile l’organizzazione di un evento così imponente. Democrazia, crisi globale, diritti umani, diritti sociali e resistenze popolari sono state le “parole chiave” degli interventi degli oltre cinquanta studiosi e ricercatori internazionali radunatisi a Minori e provenienti dalle più prestigiose università del mondo (da Bruxelles a Londra, da Montreal a Parigi). Ogni giornata è stata dedicata ad un tema specifico, presentato dalle relazioni del mattino, sviluppato dal workshop pomeridiano ed oggetto delle proiezioni cinematografiche che concludevano il programma quotidiano. Ed ogni sera anche un appendice enogastronomica. E non sarebbe potuta mancare proprio a Minori, la “città del gusto”, come rivendica con orgoglio il sindaco Andrea Reale, che evidenzia “l’importanza del turismo culturale al fianco di quello paesaggistico e balneare per cui è già celebre la costiera amalfitana”. La conferenza si è aperta con un anteprima domenicale dedicata alla proiezione del docufilm di Luca Manunza “Next stop Ras Adjadir”, che racconta i viaggi della speranza dei profughi della guerra in Libia e alla presentazione del nuovo libro di Alessandro Dal Lago “Carnefici e spettatori. La nostra indifferenza verso la crudeltà”, che racconta l’indifferenza degli spettatori italiani di fronte alle guerre che vanno in onda sui media senza più indignare nessuno. E dal lunedì, nei tre giorni di lavori, si è partiti proprio dal delicato tema delle “nuove guerre globali”, sempre più frequenti negli ultimi anni: dall'intervento armato in Kosovo del 1999, passando per l'invasione dell'Afghanistan e dell'Iraq, fino al più recente intervento armato in Libia per destituire Gheddafi. “Le guerre combattute dalle potenze occidentali - ha spiegato Antonello Petrillo, sociologo dell’Università Suor Orsola Benincasa e promotore dell’iniziativa - hanno trovato la loro giustificazione sempre nella salvaguardia dei diritti umani nell'interesse democratico delle popolazioni locali, ma, l’ideologia occidentale della “humanitarian intervention” e delle guerre “per i diritti” hanno mascherato spesso una strategia generale di promozione degli interessi vitali delle élites dei paesi occidentali imponendo su scala internazionale i principi dell'economia neoliberale”. Martedì invece si è discusso della crisi globale determinata dai mutamenti del mercato del lavoro e la giornata conclusiva di mercoledì è stata invece dedicata all’analisi delle “resistenze popolari”: dalle rivolte arabe degli ultimi anni, alle lotte per l'ambiente e la difesa del territorio, nuove forme di protagonismo sociale che rivendicano i più elementari diritti democratici come il diritto al lavoro, alla salute, all'istruzione e alla gestione pubblica delle risorse comuni. Molto suggestivo il programma serale delle proiezioni cinematografiche. Nella prima serata  “El Gigante” (Colombia/Italy 2012) e la presentazione del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, a cura di Maurizio del Bufalo, presidente dell’Associazione “Cinema e Diritti”. Poi il docufilm “Normal” di Nick Mai (Albania/Italy/United Kingdom 2012), preceduto dalla presentazione del Museo dello Sbarco di Salerno a cura di Nicola Oddati, presidente dell’associazione “Parco della Memoria della Campania” e la chiusura con le “resistenze popolari” campane raccontate nel film “Una montagna di balle” di Nicola Angrisano (Italia 2009).

 

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di Redazione
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