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Il lingotto gioca d'anticipo sui sindacati

Mirafiori: blitz della Fiat, l'accordo viene spiegato in fabbrica

Dura reazione della Fiom:"Siamo ai padroni del vapore"

Mirafiori: blitz della Fiat, l'accordo viene spiegato in fabbrica
12/01/2011, 11:01

TORINO - Un vero e proprio "blitz" quello organizzato dalla Fiat all'interno dell'impianto di Mirafiori: durante il primo turno, infatti, l'azienda ha deciso di bloccare la produzione per un'ora e convocare delle assemblee (formate da circa 40 operai ciascuna a seconda delle tipologia) grazie alle quali, i capisquadra, hanno spiegato ai dipendenti quella che è la versione ufficiale del Lingotto riguardo il nuovo accordo per il quale si voterà domani e dopo domani.
Come intuibile, l'azione repentina ed improvvista assume diversi significati molto importanti: in primis, la dirigenza ha voluto rispondere alla accuse lanciate dalla Camusso nella giornata di ieri; preoccupandosi di fornire "in anteprima" la propria lettura del tanto discusso contratto per i metalmeccanici. In secondo luogo, si è tentato di giocare d'anticipo anche su tutti gli altri sindacati che, pur essendosi espressi per un si, avevano deciso di non diffondere in alcun modo il testo dell'accordo per il quale si voterà tramite referendum.
L'assemblea aziendale odierna, ha in ultimo voluto mitigare l'effetto sicuramente poco positivo che avranno le riunioni già annunciate dalla Fiom per la giornata di giovedì.
La Fiat, dunque, ha deciso di scoprire le proprie carte prima sia dei sindacati favorevoli al suo piano di riorganizzazione del lavoro che dell'unico rimasto ancorato al secco "no".
Furibonda, a tal proposito, è stata la reazione Giorgio Airaudo, responsabile Auto della Fiom:"Siamo ormai ai padroni del vapore, la rappresentanza sindacale è gestita direttamente dall’azienda. È la chiara dimostrazione che la Fiat non si fida dei firmatari del sì e interviene per conto suo".
Ma al di la del fiacco e non propositivo rivendicazionismo, Sergio Marchionne dimostra ancora una volta di essere un passo avanti rispetto ai propri "avversari".

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di Germano Milite
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