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Una “sfida” da giocare in termini di integrazione

Montecchio: a scuola 156 alunni. Solo 39 sono italiani


Montecchio: a scuola 156 alunni. Solo 39 sono italiani
12/09/2011, 17:09

VICENZA – Primo giorno di scuola anche per l’istituto dell’infanzia “Piaget” di Montecchio Maggiore, che a partire dal suono della prima campanella del nuovo anno può vantare un primato del tutto particolare. Sembrerebbe un vero e proprio caso: la scuola in provincia di Vicenza, infatti, conta 156 alunni nel complesso, di cui “solo” 39 sono italiani. Una sfida da giocare tutta in termini di integrazione sociale? A quanto pare si. E l’istituto di Montecchio Maggiore sembra non volersi tirare indietro e giocare, si spera, nel miglior modo possibile. Per questo nuovo anno scolastico, infatti, invece delle due sezioni dell’anno scorso, saranno attive tre sezioni ciascuna, con l’aumento della classe docente (anche di ruolo); il mattino saranno attivati gruppi misti di bambini (italiani e stranieri) per lo scambio di esperienze didattiche ed educative. Sarà poi verificato se le famiglie che non tengono i bambini a scuola nel pomeriggio lo facciano per una autonoma e legittima scelta educativa familiare o per problemi di tipo finanziario legati alla mensa: nel caso in cui così dovesse essere, la scuola e le istituzioni agiranno per consentire la realizzazione da parte di tutti del diritto allo studio.
Presente all’inaugurazione di questa mattina anche l’assessore regionale all’Istruzione, Elena Donazzan. A lei è toccato soffermarsi sul tema cruciale: quello di una vera integrazione. “Il Veneto è per certi aspetti una terra di frontiera per la grande presenza di stranieri e quindi con la presenza di figli di prima e seconda generazione - ha osservato la Donazzan - il problema con cui siamo alle prese è di una buona integrazione all’interno di una società che può essere multietnica, ma non multiculturale. La scuola ha il compito di farlo capire: non basta saper parlare bene l’italiano, bisogna apprendere e conoscere le regole della convivenza in questa terra e le tradizioni, solo così si fa buona integrazione”. “A Montecchio - ha ricordato l’assessore regionale - è nato un caso per l’evidenza di una presenza massiccia di popolazione straniera in parte del territorio. Grazie alla collaborazione tra l’amministrazione scolastica e quella comunale parte da Montecchio il nostro messaggio al governo nazionale, nel dire che ci sono politiche d’integrazione diverse dal buonismo e dall’incapacità di governo”.

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di Antonio Formisano
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