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Scatta la polemica contro il Premier, docenti uniti sul web

Monti: “Nella scuola, conservatorismo ed indisponibilità


Monti: “Nella scuola, conservatorismo ed indisponibilità
26/11/2012, 16:58

ROMA – Bufera sul web: i professori non ci stanno e protestano per ciò che Mario Monti, durante il suo intervento a “Che tempo che fa”, ha commentato in merito alla scuola ed in riferimento ai docenti italiani.
Ai microfoni di Fazio, il Premier aveva così puntualizzato: “In alcune sfere del personale della scuola c'è grande conservatorismo ed indisponibilità a fare anche due ore in più alla settimana, che avrebbero permesso di aumentare la produttività. Gli studenti fanno bene a manifestare il loro dissenso, ma i corporativismi spesso usano i giovani per perpetuarsi”.
In meno di ventiquattro ore, la bacheca della pagina del programma televisivo, trasmesso da RaiTre, è stata invasa da centinaia di commenti, grazie al social-network Facebook.
La protesta “virtuale” si è concretizzata in un documento che è riuscito a diffondersi con rapidità, grazie ad i contatti su Internet.
Nel suddetto atto, si specifica che: “La proposta del ministro Profumo, era di aumentare le ore di lavoro frontale dei docenti da 18 a 24. Non due ore, come sostenuto da Monti. Sei ore in più rappresentano il 33% di 18 ore. Di fatto, le ore in più richieste non erano sei, ma almeno il doppio, perché ad ogni ora di lavoro frontale corrisponde un lavoro sommerso che è almeno pari se non maggiore”.
Nel documento stilato dai professori, si annota che : “Senza essere dei tecnici della scuola, è facile capire che se con un orario di 18 ore un docente ha, in media, quattro classi, con 24 ore ne avrebbe sei, il che rappresenta non un incremento del 33%, ma del 50%”.
Non mancano parole e specificazioni dirette al conduttore del programma: “Si continua impunemente a misurare il lavoro dei docenti in termini di presenza a scuola, come se si misurasse il lavoro degli avvocati solo con la loro presenza in tribunale, oppure il suo lavoro, caro Fabio Fazio, con la sua presenza in studio”. 
E in riferimento al Premier e alle manovre attuate dal Governo, la lettera prosegue: “Monti, quello che straparla sempre di crescita, ha avuto anche il coraggio di presentare come conservatore il rifiuto dei docenti di incrementare l'orario di lavoro. Un incremento che produrrebbe un importante taglio di posti di lavoro (ai precari). Certo che c'è stata una indisponibilità dei docenti a questa stupidaggine economica”, polemizzano i docenti.
In merito alla diatriba, si espone anche il segretario generale della Flc-Cgil. Infatti, per Mimmo Pantaleo le dichiarazioni del Premier sono gravissime ed offensive verso la scuola ed i docenti.
Le dichiarazioni del Professore per Pantaleo: “Confermano il carattere autoritario e liberista del governo Monti, espressione dei banchieri e dei poteri forti, che intende privatizzare l'istruzione pubblica”.
Analoga reazione per Francesco Scrima, segretario generale di Cisl Scuola, che auspica un dialogo futuro tra il governo e i docenti:
“Bisogna cambiare l’approccio. Monti lasci da parte odiosi luoghi comuni. Non chieda solo alla scuola di dare al Paese, ci dica che cosa il Paese intende dare alla scuola. E dia un segnale di attenzione e di vera apertura al dialogo”.

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di Rosa Alvino
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