Istruzione e lavoro / Formazione

Commenta Stampa

Napoli, conclusi corsi di lingua italiana per stranieri


Napoli, conclusi corsi di lingua italiana per stranieri
03/07/2013, 13:04

NAPOLI - Una riunione per fare un primo bilancio del progetto per migliorare la governance locale in tema di inclusione sociale dei cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in Italia si svolgerà domani, giovedì 4 luglio, alle ore 11.30 presso la Prefettura di Napoli. Interverranno il Vice - Prefetto Vicario di Napoli, Vincenzo De Vivo, il vice prefetto Carolina Iovino, gli assessori provinciali alla cooperazione internazionale, Giovanna Del Giudice, e al lavoro, Marilù Galdieri.

Il progetto, promosso dalla Prefettura di Napoli nell’ambito del Programma Annuale del Fondo europeo per l’Integrazione dei Cittadini di Paesi Terzi in collaborazione con la Provincia di Napoli e riservato esclusivamente a cittadini stranieri, si è concluso il 30 giugno scorso e aveva come obiettivo il consolidamento e l’ampliamento dell'offerta formativa nel campo dell'alfabetizzazione della lingua italiana e della cultura civica agli immigrati extracomunitari così da promuovere e favorirne il loro inserimento nella realtà napoletana. Le attività didattiche, svoltesi presso la sede distaccata della Prefettura in via Vespucci dal 4 al 30 giugno uu.ss. ed affidate ad associazioni con esperienza nel campo della mediazione socio-linguistica con gli immigrati, sono state finalizzate al sostenimento dei test linguistici per ottenere la certificazione A2 del QCER (Quadro Comune Europeo di Riferimento).

A Napoli sono presenti più di 30.000 stranieri, pari al 3,1% della popolazione residente: la comunità più numerosa è quella ucraina (22,1%), seguita da quella srilankese (18,2%), e cinese (8,3%).

Sono molteplici le associazioni di stranieri che, pur rappresentando un valido supporto per le rispettive comunità, spesso, privilegiano forme di socialità di tipo mono-etnico e circoscritto, dove prevalgono aspetti di separatezza, autoreferenzialità e scarsa integrazione con le risorse territoriali. Tra le cause della scarsa integrazione rientra sicuramente la scarsa conoscenza della lingua italiana, la quale rappresenta un ostacolo alla comunicazione tra comunità di lingue diverse.

Per il rilascio del permesso di soggiorno lo straniero deve possedere un livello di conoscenza della lingua italiana che consente di comprendere frasi ed espressioni di uso frequente in ambiti correnti, in corrispondenza al livello A2 del Quadro comune di riferimento europeo per la conoscenza delle lingue approvato dal Consiglio d'Europa (Testo Unico sull’Immigrazione D.Lgs. 286/1998, Decreto del Ministero dell’Interno del 4/6/2010). Il permesso di soggiorno costituisce il presupposto per l’inserimento dell’immigrato nel circuito dei diritti/doveri dei nuovi cittadini.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©