Istruzione e lavoro / Lavoro

Commenta Stampa

Napoli, cooperazione sociale: domani nuova mobilitazione

L’appello di Confcooperative Campania

Napoli, cooperazione sociale: domani nuova mobilitazione
13/06/2013, 16:57

Dopo il no alla proposta dell’assessore al Welfare Roberta Gaeta e del vice sindaco Tommaso Sodano di procedere al pagamento solo di due bimestri, gli operatori e i dirigenti delle casa famiglia, creditrici verso il comune di Napoli di 38 mesi di arretrati, si preparano ad una nuova mobilitazione. Il concentramento è previsto per domani 14 giugno 2013, ore 12.00,  sotto Palazzo San Giacomo. I portavoce di Federsolidarietà Confcooperative Campania, Federazione Sam, Comitato Welfare non è un Lusso, Collettivo Operatori Sociali e Federazione A.r.c.a. saliranno al comune per un Tavolo tecnico con gli amministratori. Chiedono il supporto di tutti.

 

E a questo proposito Federsolidarietà Confcooperative Campania lancia un appello:

 

«Federsolidarietà Confcooperative Campania  si appella alle istituzioni, ai media, al mondo della cooperazione sociale nazionale, alla Chiesa e alle altre realtà vicine al mondo associativo per dare man forte ai dirigenti e agli operatori delle case famiglia che stanno scioperando da tre giorni, con presidi anche notturni, a piazza Municipio a Napoli contro i mancati pagamenti da parte del comune.

 

I media in questi giorni hanno fatto del loro meglio par ritrarre una situazione complessa  e che può avere conseguenze disastrose.

 

I ritardi dei pagamenti da parte del comune di Napoli agli operatori sociali delle case famiglia hanno raggiunto i 38 mesi, oltrepassando la soglia di tollerabilità. La proposta giunta dall’assessorato comunale al Welfare e dal vicesindaco Tommaso Sodano di pagare solo due bimestri è stata respinta perché la cifra basterebbe a stento a pagare i debiti contratti con le banche proprio per la scelleratezza del comune.

 

In Campania dall'inizio del 2012, 100 case famiglie sono state chiuse e altre rischiano di chiudere.  A pagarne le conseguenze i bambini che saranno riconsegnati al sindaco, e migliaia di operatori. Per questo la mobilitazione deve essere massiccia e ferma: a rischiare con la cooperazione è la tenuta dello status quo sociale non solo napoletano, ma  anche regionale. E poi c’è l’indecenza di un abuso: ogni servizio va pagato e va pagato nei termini di legge. I 38 mesi di ritardo sono inaccettabili e ormai non più sostenibili».

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©