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Chi è nella realtà un negazionista? Cosa è il negazionismo?

Negazionismo/ta, un termine usato e privo di senso


Negazionismo/ta, un termine usato e privo di senso
09/07/2012, 16:07

Una accusa che mi viene rivolta spesso è di essere un negazionista, quando affronto taluni aspetti della storia recente. Prima di discutere se io lo possa essere o meno, diamo un'occhiata al termine. Che significa "negazionista"? Beh, la grammatica è chiara: negazionista è colui che fa parte del negazionismo. La domanda si sposta: e cosa è il negazionismo? semanticamente, si tratta di un movimento (nel nostro caso dovrebbe essere in ambito culturale) che nega. Ma che nega cosa? E qui sta il punto.
Perchè i negazionisti non negano, ma affermano. Affermano: "C'è una versione dei fatti falsa, e qui ci sono le prove. Discutiamone". Il che, normalmente, è il minimo che ci si può aspettare. Ma diventa ancora più basilare se si pensa che stiamo affrontando un problema storico. E in storia non esiste una Verità con la V maniuscola. Chi ne vuole una, ha la religione: scelga quella che vuole, ognuna ha i suoi dogmi, e passi oltre.
In storia ci sono i fatti desunti e dimostrati dai documenti che si hanno a disposizione. Nessuno ha una verità in tasca. Io posso benissimo dire che a Canne gli antichi romani fecero - metaforicamente - il sedere a fette ad Annibale a Canne. Poi è chiaro che sta a me dimostrarlo; se non lo faccio ci faccio una figura da due soldi.
Questo in generale. Adesso andiamo nel particolare. Il termine negazionismo è usato, come è noto, per indicare coloro che contestano la versione ufficiale relativamente allo sterminio degli ebrei durante il nazismo. La versione ufficiale è che tutti i vertici del partito, senza eccezione o distinguo, erano d'accordo; che tutti i tedeschi, senza eccezione o distinguo, vi hanno partecipato; e che sono stati uccisi 6 milioni di ebrei, per la maggior parte gasati nelle camere a gas di Auschwitz-Birkenau, Mathausen, Treblinka, ecc.
Il punto è: l'accettiamo come dogma di fede oppure è lecito far notare un primo importante punto, e cioè che non esiste uno straccio di documento a proposito di quante persone venissero inviate nei campi di concentramento? E parlo volutamente di "campi di concentramento" in quanto le camere a gas - vere o presunte che siano - erano comunque nelle vicinanze di un campo di concentramento. Perchè se è un dogma di fede, allora possiamo buttare nel cesso tutti i libri di storia, di scienze e di tutte le altre materie e fare come gli Amish, che studiano solo la Bibbia. Attenzione, il punto è centrale: qui abbiamo di fronte una fondamentale scelta metodologica. Ricordiamoci che Galileo Galilei rischiò il rogo perchè non si era fermato al dogma religioso; e Keplero del dogma se n'era semplicemente fregato. Nel 2012 dobbiamo dimostrare di avere ancora dei dogmi, all'indomani della scoperta del bosone di Higgs?
Se rifiutiamo l'approccio dogmatico e pieghiamo sull'approccio scientifico, allora i documenti vanno esaminati. Quali documenti? Quei pochissimi che ci sono. Perchè anche qui c'è un dettaglio che pochi sanno. Il 2 novembre 1944 arrivò l'ordine di distruggere tutti i documenti e tutte le prove relative ai campi di sterminio. I forni crematori e le camere a gas (ovviamente secondo i "negazionisti" queste ultime non sono mai esistite) vennero distrutte sin dalle fondamenta, tranne un forno crematorio per ciascun campo di concentramento per bruciare i cadaveri di coloro che erano morti di morte naturale. Alla stessa maniera venne dato ordine di distruggere qualsiasi documento riguardasse quella operazione. Per esempio, il famoso documento scritto in 30 copie da cui nasce il termine di "soluzione finale" per identificare lo sterminio degli ebrei, viene bruciato allora (solo 29 delle 30 copie). E così via.
DI conseguenza tutto quello che ne viene dopo è una stima. Furono uccisi 6 milioni di ebrei? E chi può dirlo? Secondo alcuni, questa stima la si ha contando il numero dei treni che potevano viaggiare su certi tratti ferroviari, considerando che erano abbastanza saturi perchè portavano viveri e munizioni alle truppe tedesche impegnate sul fronte russo. Ma c'è chi oppone il fatto che non è detto che venisse utilizzato ogni spazio disponibile libero. E poi, quante erano le persone in ogni vagone? Quanti vagoni per ogni treno? Anche di questo non ci sono documenti. E' chiaro che un conto è un treno con 5 vagoni, un conto è uno con 10 o più. Le testimonianze? La maggior parte di esse sono quanto meno dubbie. Quelle degli ebrei perchè vedevano solo una piccola parte del loro mondo e perchè gli unici ebrei sopravvissuti sono quelli che sono stati deportati non prima dell'estate 1944. Quelle dei tedeschi perchè spesso si è trattato di confessioni estorte o compiacenti per avere una ricompensa (fosse stato anche semplicemente il non essere giustiziati). E questo lo si vede per esempio quando si parla delle camere a gas. Innanzitutto si tratta di edifici chiusi con una normale porta di legno con i vetri. Neanche a tenuta d'aria. Questo complica parecchio l'esecuzione, dato che il veleno tende a sfuggire dalle fessure della porta. Ma poi, cosa impediva a quelli vicino alla porta di spaccare il vetro? La paura di farsi male? Davanti alla morte certa, il dolore sparisce. Inoltre il cianuro di potassio in forma gassosa va verso l'alto. Con una porta che non fosse a perfetta tenuta ermetica, i soldati che dal tetto facevano cadere le pillole di zyklon-B per uccidere i condannati - come raccontano le testimonianze - sarebbero morti avvelenati sicuramente prima ancora di riuscire a scendere.
Naturalmente è solo un esempio, ce ne sono tanti. Ma sono esempi su cui si può discutere, confrontare le diverse opinioni, la veridicità e il "peso" di quella stima, ecc. Personalmente, se dovessi dire quanti ebrei sono stati uccisi dai nazisti mi troverei nell'imbarazzo. Non credo alla cifra di 6 milioni che trovo esagerata; ma trovo troppo riduttiva quella di chi si oppone che parla di 200 mila o poco più, tutti morti nei campi di concentramento. Facendo qualche stima personale (di scarsissima attendibilità, lo ammetto senza subbio) sono arrivato tra il milione e il milione e mezzo, ma non di più.
E qui arriviamo ad un punto nodale. Perchè quando parlo di queste cose, mi si chiede: "E questo giustifica quello che è accaduto?". E a quel punto che la rabbia monta. Perchè se quello che si vuole è la condanna morale del nazismo e di ciò che ha fatto, nessuno che abbia buon senso la può negare. Ma la condanna morale a chi interessa? Solo agli stolti o a coloro che vogliono un alibi per giustificare altre malefatte. Se si esamina un fatto della storia, bisogna solo definire i contorni della vicenda, qualsiasi cosa sia successa. Le condanne morali lasciano il tempo che trovano. E personalmente non mi interessano. Quello che conta è: erano 200 mila, 6 milioni, 1,5 milioni o che altra cifra? Come dimostrarlo? E' questo il fatto che conta, la condanna morale no.
Il punto è che in questa vicenda coloro che sono chiamati negazionisti sono proprio coloro che cercano il confronto documenti alla mano. Mentre la controparte cerca di usare il vittimismo e la forte capacità di influenzare la politica nazionale per intervenire con leggi censorie. E' noto che in Inghilterra, Germania, Austria e di recente anche in Francia è stato deciso per legge che parlare di certi argomenti storici in maniera "non conforme" porta alla galera. Il che è un assurdo. Anche perchè la storia dimostra che non dura a lungo. Prima o poi anche in questi Paesi ci si ricorderà che la libertà di parola è un diritto di tutti, anche di chi dissente dalla massa.

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di Antonio Rispoli
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