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Nella Terra Fuochi decreto avvia svolta ma restano dubbi -video


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Nella Terra Fuochi decreto avvia svolta ma restano dubbi -video
04/12/2013, 10:55

CASERTA - Nel cuore della Terra dei fuochi per alcuni rappresenta una ''vittoria di tutti i cittadini'', per altri una risposta del Governo, certo, ma per niente completa. C'è chi si aspettava risorse per riqualificare l'immagine delle imprese messe in ginocchio dalla paura di prodotti non sani e chi dice un netto "no" all'arrivo dei militari. Il decreto sulla Terra dei Fuochi avvia una svolta in quell'area tra Napoli e Caserta flagellata dalla presenza di rifiuti e roghi tossici. Ma non convince tutti. I più soddisfatti sono i rappresentanti delle istituzioni. In primis, il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, per il quale è stata accolta "quella che era la richiesta della Regione Campania per lavorare tutti insieme". Il governatore ricorda che già "il 13 ottobre, in un momento difficile chiesi al Governo, in maniera chiara una legge speciale" raccogliendo anche "l'appello straordinario dei cittadini che chiedevano maggiori iniziative". Ora, sottolinea, ''parte il lavoro comune''. Soddisfatti anche gli attivisti. "L'approvazione del Decreto Legge sulla Terra dei Fuochi è una notizia molto importante per Casal di Principe, San Cipriano d'Aversa e Casapesenna. É una vittoria per tutti i cittadini", dice Enzo De Leo del "Comitato Terra dei Fuochi e dei Veleni" presente nei tre comuni roccaforte del clan dei Casalesi attualmente sciolti per camorra. ''Ora, però, bisogna intervenire immediatamente per ritirare i rifiuti abbandonati per strada da tempo e che possono essere dati alle fiamme in qualunque momento - aggiunge - inoltre vanno fatte reali bonifiche''. Bonifiche ma anche mappature per identificare quei terreni e prodotti effettivamente contaminati da quelli che non lo sono affatto. ''Fate presto! L'agricoltura non può attendere cinque mesi'', afferma Francesco Pirolo, a nome degli agricoltori di Acerra (Napoli), che nelle scorse settimane hanno inscenato una manifestazione per le strade della città, a bordo dei loro trattori, per denunciare perdite per 18 milioni di euro per la ''pubblicità negativa'' sulla Terra dei fuochi, e chiedere la mappatura dei terreni inquinati. Promettono proteste, invece, gli attivisti del movimento "Fiumeinpiena" che lo scorso 16 novembre portarono 70mila persone in piazza per chiedere le bonifiche. Un punto, tra gli altri, proprio non gli va giù: la presenza dei militari e il poco dialogo con le realtà locali. Tanto che annunciano un presidio, venerdì prossimo, davanti alla Prefettura di Napoli. Perplessità anche dal Consorzio di mozzarella di bufala campana Dop. Il direttore Antonio Lucisano si aspettava qualcosa di più: risorse per tutelare l'immagine delle produzioni locali. ''Si tratta di combattere una tempesta mediatica e le piccole imprese locali da sole non ce la possono fare - dice Lucisano - Solo nel nostro comparto abbiamo perso oltre 20 milioni di euro in un paio di mesi. Cosa dobbiamo aspettare?''.

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di Veronica Riefolo
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