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Neolaureati - Prima l'esperienza, poi il contratto


Neolaureati - Prima l'esperienza, poi il contratto
04/05/2009, 11:05

La crisi stravolge anche i desideri degli universitari freschi di laurea. Sempre più giovani, infatti, sono attratti dalla possibilità di lavorare in un’impresa all’avanguardia che conceda la possibilità di fare esperienza nel campo in cui ci si è formati, piuttosto che ottenere un contratto a tempo indeterminato. A rivelarlo è l’università telematica delle Scienze Umane Unisu, in seguito ad un’indagine che ha coinvolto 5.000 laureandi e neolaureati.
I più flessibili sono gli studenti di Economia che per il 70% desiderano entrare il prima possibile nel mercato del lavoro, senza uscire fuori corso, aspirando alla posizione di imprenditore nell’ICT e, più in generale, nel settore della new economy. Soltanto il 15% (di cui il 58% sono donne e il 42% uomini) mira ad ottenere un contratto a tempo indeterminato.
Stessa filosofia per i giuristi. Solo il 30% degli universitari di Giurisprudenza dà la priorità al posto fisso, confermando il maggiore interesse alla stabilità economica da parte delle donne (65%), anziché degli uomini (35%). Più del 60% degli intervistati  dichiara, invece,  di essere interessato per lo più ad acquisire un esperienza di lavoro sul campo, attraverso un tirocinio. L'obiettivo professionale più gettonato è quello di ricoprire la posizione di legale d'azienda all'interno di una impresa privata (55 % delle preferenze).
Anche gli studenti di Scienze della Formazione mirano al settore privato, oltre che a quello pubblico e dei servizi, dichiarando un 58% di preferenze per la carriera di formatore e tutor. Anche in questo caso la forma contrattuale non è poi così fondamentale: solo il 22% degli intervistati (il 55% delle donne e il 45% degli uomini) considera davvero importante l’assunzione con un contratto a tempo indeterminato.
Fuori dal coro laureati e laureandi di Scienze Politiche che con il 45% degli intervistati che inseriscono la stabilità professionale tra gli obiettivi lavorativi, rappresenta la facoltà più ancorata alle forme di contratto tradizionali. In questo caso sono più gli uomini (62%) a mirare all’indeterminato, rispetto alle donne (38%). Per arrivare agli sbocchi professionali ambiti, entrambi i sessi ritengono però necessario svolgere uno stage serio e realmente formativo (preferenza espressa da più del 52% degli studenti intervistati). Sembra essere proprio questo, infatti, l’unico percorso efficace per giungere nelle amministrazioni pubbliche centrali e locali, il campo professionale preferito dal 62% degli “scienziati politici”.
"I nuovi laureandi sono molto più con i piedi per terra. In questo periodo di crisi mondiale mirano ad una preparazione concreta che permetta loro di essere forti sul mercato del lavoro, al di là del contratto che otterranno in futuro. Preferiscono pensare all’immediato, ad oggi, piuttosto che guardare alla stabilità economica di domani" ha dichiarato Alessandra Scarafiotti, responsabile delle relazioni esterne dell’Unisu.

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di Redazione
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