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"Se le regioni non collaboreanno, useremo la Costituzione"

Nucleare, Saglia:"Entro il 2020 due centrali in Italia"


Nucleare, Saglia:'Entro il 2020 due centrali in Italia'
25/08/2010, 20:08

RIMINI - Il  sottosegretario allo sviluppo economico, Stefano Saglia, sembra non serbare più dubbi riguardo la definitiva e fattiva introduzione del nucleare in Italia.
Da quanto ha dichiarato durante il meeting di Comunione e Liberazione tenutosi oggi a Rimini, infatti, il governo varerà il piano di sviluppo per l'atomico già da ottobre e, entro il 2020, la nostra penisola sarà dotata di due centrali funzionanti. Per la precisione, il piano di sviluppo, sarà portato avanti da "un provvedimento sulla strategia energetica nel Belpaese e sarà realizzato d'intesa dai ministeri dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e dell'Ambiente, per essere sottoposto al varo del consiglio dei ministri" .
Una volta emanato il decreto, ha spiegato Saglia, sarà presentato "un quadro definitivo delle regole: gli operatori potranno fare domanda per chiedere l'autorizzazione per le nuove centrali da gennaio 2011. A quel punto le aziende avranno fatto domanda, individuando dei siti, quindi si conosceranno i primi a essere interessati".
Il sottosegretario, come si legge anche sul Sole 24 ore, ha poi tranquilliazzato tutti riguardo le misure già cogitate per far fronte ad eventuali inadempienze del governo o delle industrie e, al contempo, per evitare che un eventuale successivo esecutivo distrugga il progetto varato dall'attuale maggioranza. "Valuteremo i modi - ha infatti avvertito Saglia - per impedire che i costi non riconducibili a inadempienze delle imprese si scarichino sulle stesse imprese".

LE REGIONI OBBLIGATE DALLA COSTITUZIONE
E se gli enti locali dovessero rifiutarsi di approvare l'utilizzo dei siti per la costruzione delle nuove centrali? Anche in questo sembrano non esserci problemi:"Se la regione dovesse dichiararsi contraria solo con l'articolo 120 della Costituzione potremmo avvalerci dei poteri sostitutivi: ma è un'evenienza che vorremmo scongiurare perchè vorremmo trovare intese con le regioni interessate dalla localizzazione. Il percorso con i territori deve essere di condivisione e non di impostazione militaresca". Dunque, da quanto si apprende, si tenterà il dialogo con le regioni e, in caso di fallimento delle trattative, si procederà con l'iposizione "militaresca". Dati e dichiarazioni di cittadini e primi cittadini alla mano, però, la stragrande maggioranza di regioni, comuni province (anche di centrodestra) sono pienamente contrari al processo di localizzazione e conseguente costruzione.

IL PROBLEMA DEL TEMPO E DEL COSTO
Oltre all'eventuale braccio di ferro con le amministrazioni decentrate, poi, resta quello legato a costi e tempi di realizzazione. Due elementi che hanno messo in crisi persino le solitamente efficientissime amministrazioni scandinave; alle prese con centrali di ultima generazione che si sono dimostrate molto più difficili (e dispendiose) da costruire del previsto e, aspetto ancora più preoccupante, reputate non sicure da ben tre organi di controllo indipendenti diversi. Riuscirà, l'Italia, con i suoi noti problemi d'infiltrazione mafiosa nei grandi appalti privati-pubblico a fare meglio dei finlandesi? La risposta, per molti, è negativa.

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di Germano Milite
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