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Nuovo codice dipendenti pubblici: no a regali oltre i 150 euro


Nuovo codice dipendenti pubblici: no a regali oltre i 150 euro
07/06/2013, 19:46

ROMA – E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il nuovo codice deontologico che impone ai dipendenti pubblici di non chiedere o accettare regali, neanche “sotto forma di sconto”, che abbiano un valore superiore ai 150 euro. Dunque regole molto stringenti per i dipendenti di enti pubblici che dovranno osservare i “doveri minimi di diligenza, lealtà, imparzialità e buona condotta” La pena per la trasgressione  di questi doveri può arrivare perfino al licenziamento in tronco.
I dipendenti non potranno chiedere né sollecitare per sé o per altri regali o altre utilità ma soprattutto non potranno accettarne a meno che non siano “di modico valore” e effettuati occasionalmente nelle normali relazioni di cortesia.

Il nuovo codice ribadisce lo stop all'uso dell'auto di servizio per finalità che non siano direttamente correlate all'incarico (come acquisti personali) e per accompagnare terze persone (come ad esempio i figli a scuola) ma anche all'utilizzo dei mezzi dell'ufficio al di fuori dei vincoli posti dall'amministrazione.
Inoltre è lasciata facoltà alle singole amministrazioni la possibilità di introdurre criteri ancora più stringenti, come per esempio prevedere “limiti inferiori” ai 150 euro per il valore dei regali e degli sconti, “anche fino all'esclusione della possibilità di riceverli, in relazione alle caratteristiche dell'ente e della tipologia delle mansioni. Il codice prevede che il dipendente all'atto dell'assegnazione all'ufficio informi per iscritto il dirigente «di tutti i rapporti diretti e indiretti di collaborazione con soggetti privati in qualunque modo retribuiti in corso o avuti nei tre anni precedenti”. Inoltre il dipendente pubblico deve comunicare la propria adesione a associazioni “i cui ambiti di interesse possano interferire con lo svolgimento dell'attività” (ad esclusione di partiti politici e sindacati).
Il dipendente  rischia il licenziamento anche nel caso di conflitto di interessi (il dipendente conclude un contratto con un'impresa con la quale abbia stipulato un contratto o ricevuto altre utilità) e nel caso nel quale si facciano pressioni su altri dipendenti per le iscrizioni a associazioni o organizzazioni. Nei rapporti privati, “comprese le relazioni extralavorative con pubblici ufficiali nell'esercizio delle loro funzioni”, il dipendente pubblico “non sfrutta né menziona la posizione che ricopre per ottenere utilità che non gli spettano”.
 Il dipendente, oltre a dover comunicare eventuali partecipazioni azionarie in società che operano nella pubblica amministrazione, inoltre deve dichiarare se ha parenti o affini entro di secondo grado, coniuge o convivente che siano coinvolti nell'attività dell'ufficio che dirige. 

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di Felice Massimo de Falco
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