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OCSE: in Italia troppi professori e pagati poco


OCSE: in Italia troppi professori e pagati poco
09/09/2009, 09:09

E' stata resa nota la relazione che l'OCSE ha steso sulla condizione delle scuole in Europa. A leggere il rapporto, sembra che la nostra scuola sia schizofrenica: troppi professori (uno ogni 10,5 studenti, contro una media europea di 16) che fanno troppe ore di lavoro, ma sono pagati poco. Inoltre si investe poco nella scuola e gli alunni delle scuole italiane, in media sono tra i peggiori.
Da questo ha preso spunto il Ministro per l'Istruzione, Maria Stella Gelmini, per affermare che la legge che porta il suo nome e che prevede il licenziamento di 87 mila insegnanti in 3 anni e la chiusura di centinaia di piccole scuole, per realizzare nel triennio un risparmio di 8 miliardi è giustificata. Ma è davvero così?
Secondo Benedetto Vertecchi, consulente OCSE, no. I dati sono una media, e andrebbero scissi, per essere studiati e capiti. Per esempio, l'Italia è l'unico Paese che considera gli 80 mila insegnanti di sostegno come facenti parte del personale del Ministero dell'Istruzione, mentre altrove fanno parte del Ministero del Welfare. Inoltre l'Italia subisce l'imposizione, da parte del Vaticano, di 20 mila persone - più o meno qualificate - per l'insegnamento di religione, che altrove non ci sono. E così già siamo a oltre 100 mila insegnanti che altrove non vengono catalogati.
Per quanto riguarda le ore di studio - fa presente Vertecchi - c'è una profonda differenza tra il nostro sistema e quello degli altri Paesi europei. Infatti altrove una parte non indifferente delle lezioni avviene all'esterno della scuola, o magari in laboratori, quando non in stage aziendali; mentre noi - ancorati a canoni ottocenteschi - siamo l'unico Paese in cui lo studio avviene quasi esclusivamente in classe. Di conseguenza, non è che si studia per più ore; è semplicemente che ai nostri ragazzi viene negata la possibilità - considerata normale all'estero - di fare esperienza sul campo, cosa senz'altro più utile che non annoiarsi 5-6 ore al giorno in un'aula ad ascoltare nozioni inutili.

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di Antonio Rispoli
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