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Cerimonia di posa della prima pietra a Pompei

Officiamuseum, il museo dei tesori campani

Sarà il primo museo temporaneo d'impresa d'Italia

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Officiamuseum, il museo dei tesori campani
31/07/2012, 13:44

Pompei, la città antica per eccellenza, presto arricchirà la sua offerta turistica con il primo museo temporaneo d’impresa mai realizzato in Italia. Un progetto innovativo, unico nel suo genere, che andrà ad incontrare l’archeologia e l’antichità proprie della città di Pompei che non sarà più, dunque, solo  meta di turismo religioso ed archeologico ma anche museale e d’impresa.

Questa mattina, la cerimonia di posa della prima pietra e benedizione del sito che sarà inaugurato tra 240 giorni. Il museo temporaneo d’impresa sorgerà nei locali restaurati dell’ex fonte carbonica che, fino al secolo scorso, alimentava le terme pompeiane. Costituirà una vetrina importante per tutte le eccellenze dell’artigianato campano: dai coralli di Torre del Greco, alle ceramiche di Vietri passando per le porcellane di Capodimonte ed i gioielli di Marcianise.

Il primo museo temporaneo d’impresa in affitto, dunque, che attraverso la gestione di una Fondazione metterà, per un tempo definito, gli spazi museali a disposizione delle imprese della Campania per lanciare sul mercato nuovi prodotti. “La scelta della città di Pompei – evidenzia il sindaco di Pompei, Claudio D’Alessio – è strategica, sia per la posizione geografica che ricopre la città, sia per i flussi turistici che la città degli scavi è in grado di intercettare”. Per l’Amministrazione comunale, l’Officiamuseum costituisce una sfida vinta. Il museo è frutto della sinergia tra il Comune di Pompei, la Seconda Università di Napoli, il Provveditorato Interregionale per le opere pubbliche della Campania e del Molise e, infine, della Regione Campania.

Il progetto è frutto di una ricerca avviata diversi anni fa dall'architetto e professore della Seconda Università di Napoli, Claudio Gambardella e da un team di docenti della facoltà di Architettura. "Tutto prese vita intorno agli anni ’90, quando incominciammo a individuare il tema del souvenir napoletano come un invito rivolto a designer italiani e stranieri affinché venissero realizzati degli oggetti di design innovativo utilizzando, di concerto con le aziende del territorio, i prodotti d’eccellenza campani. Il 2002 fu l’anno in cui ottenemmo il finanziamento dall’Assessorato alle Attività Produttive della Regione Campania.", ha spiegato Gambardella.

 

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di Veronica Riefolo
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