Istruzione e lavoro / Formazione

Commenta Stampa

O.S.S. Ripartenza con sorpresa, autorizzate contro ogni principio le Università telematiche


O.S.S. Ripartenza con sorpresa, autorizzate contro ogni principio le Università telematiche
24/07/2013, 15:59

NAPOLI - La delibera che autorizza la ripartenza dei corsi di Operatore Socio Sanitario conterrebbe una “sorpresa” che i professionisti della formazione non hanno mandato giù. A erogare i corsi sono autorizzati gli enti, ma sarebbero autorizzate anche le università, non solo i normali atenei ma anche quelli telematici.

“Sbaglio – afferma il presidente del Movimento libero e autonomo scuole di formazione autofinanziate Luca Lanzetta – o le università telematiche svolgono la loro attività totalmente online? Le giornate in aula, gli stage e le esercitazioni dove finiscono?”.

 

“Si tratta – continua Lanzetta – di una palese disattenzione, ci auguriamo. Con quella scelta, contenuta in un inciso della delibera, la Regione finirebbe per mettere sotto i piedi la legge 845/78, la legge regionale 14/2009 e i due accordi Stato-Regione nel comparto dei socio-sanitari”.

Lanzetta ricorda anche le parole di Severino Nappi che, non più di quattro mesi fa quando il Tar ha imposto il riavvio dei corsi O.S.S. ritenendo illegittimo il provvedimento di stop regionale, ha parlato di “ripartire con oculatezza” per non “sfornare centinaia di operatori che il mondo del lavoro non riuscirebbe ad assorbire”. In quell’occasione, l’assessore al Lavoro della Campania sostenne che con il governatore Caldoro si stava sviluppando un piano diverso per evitare problemi simili.

 

“E sarebbe questa – conclude Lanzetta – la risposta? La severità, i controlli, la rigidità? Nelle linee guida della formazione professionale già sono previste le università tradizionali, nonostante istruzione e formazione viaggino su due binari diversi. Con questa delibera, la nostra impressione è che si voglia introdurre un nuovo soggetto in un mercato non di sua competenza. Peccato, assessore Nappi… avremmo voluto avere il piacere di riconoscerle il merito di questa delibera… non il demerito”.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©