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Pagare o non pagare con “pay what you want”

Al Nausicaa si può

Pagare o non pagare con “pay what you want”
25/06/2013, 11:03

NAPOLI - Il denaro non è tutto, lo pensano i sostenitori dello swap party, che fanno del baratto un appuntamento trandy, o chi scherzosamente o seriamente, ha coniato lo Scec, ormai famosa e diffusa moneta campana. Ma arrivare al “pay what you want” è cosa ben diversa, rappresenta un bell’atto di fiducia nel fidarsi del prossimo attraverso l’economia dell’onore. Lo verificherà Rossella Giaquinto, imprenditrice napoletana, che per la prima volta porta il “Paga quanto vuoi” nel settore benessere, ideando una giornata ah hoc mercoledi 26 giugno, al Nausicaa Istituto al vomero in via Onofrio Fragnito, dove per tutta la giornata, con la modalità di misurazione della soddisfazione i clienti, possono stabilire i prezzi di alcuni prodotti e servizi consumati scegliendo cosa provare o riprovare, dal menu del giorno, che spazia dai trattamenti olistici ai talassoterapici, al settore salute, con la dottoressa Annarita Caldara, per una sana e corretta alimentazione, fino all’estetica con l’applicazione di smalto e make up. Sembra un azzardo eppure è frutto di studio, un modello economico già sperimentato, per la verità mai nel sud Italia, e solo recentemente nel settore turistico a Roma e Venezia, con risultati tutt’altro che deludenti. “Un gioco e una sfida - ha dichiarato Rossella Giaquinto- un modo per misurare come è percepita la qualità dell’Istituto e testare attraverso un breve questionario di gradimento i successi o le eventuali osservazioni e criticità. E poi trovo interessante sondare se è vero, come rilevano gli studi sul pay what you want, che la forma di sistema dei prezzi partecipativo, nel quale il compratore partecipa nella decisione di fissazione del prezzo, che i clienti pagano, mediamente, il ‘giusto’ prezzo”. Ma un dato per ora è certo, solo strutture sicure dell’alta qualità dei servizi erogati, confidano nella capacità valutativa dei clienti, nonché nella loro onestà. A fronte del rischio no-cost - chi vuole può non pagare davvero - prevale la responsabilità che i consumatori esprimono, non sottraendosi all’attribuzione di valore e valutazione.

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di Redazione
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