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Paolo Longobardi (Unimpresa): “Riforma del lavoro, puntare sul contratto unico”


Paolo Longobardi (Unimpresa): “Riforma del lavoro, puntare sul contratto unico”
30/01/2012, 17:01

“L’emergenza impone di eliminare la giungla delle forme contrattuali oggi previste e di puntare sul contratto unico sul modello Boeri-Garibaldi”.
Ne è convinto Paolo Longobardi, presidente di Unimpresa, intervenendo nella discussione sulla riforma del mercato del lavoro.
“I quattro tavoli su cui si articolerà la trattativa sono: forme contrattuali, formazione, flessibilità e ammortizzatori sociali – spiega Longobardi - La formula studiata dal governo per la riforma del mercato del lavoro contemplerebbe l’addio al lavoro precario in cambio della cancellazione dell’articolo 18 per i nuovi assunti. In tal senso, appare evidente il proposito dell’esecutivo di fare propria l’indicazione promossa dalla Bce che suggerisce come forma di compensazione un risarcimento economico al posto della proibizione di licenziare senza giusta causa. Secondo tale proposta, inoltre, l’ammontare del risarcimento crescerebbe con l’anzianità di lavoro. Resterebbe, in ogni caso, il divieto di licenziamento discriminatorio legato, ad esempio, al sesso o alla religione”.
La tesi che si sta affermando nel governo è quella, appunto, di passare “dal precariato alla mobilità”. L’idea di fondo è che solo la mobilità, l’attitudine a cambiare lavoro nel corso del tempo, può garantire nuova occupazione.
“Per i giovani che si affacciano per la prima volta sul mercato del lavoro sarà bene puntare ancora sul contratto di apprendistato, purché risulti più flessibile di quello previsto dalla riforma del lavoro del precedente Governo – aggiunge il presidente di Unimpresa - In vista del prossimo confronto tra il governo e le parti sociali, il mio auspicio è che si possa giungere rapidamente ad una soluzione condivisa capace di porre le basi per una effettiva e moderna riforma del mercato del lavoro. Non va però tralasciato un passaggio che ritengo determinate: per riconoscere più protezioni al lavoratore in cambio di una maggiore mobilità occorrerà aumentare la competitività delle nostre imprese e del Sistema Paese nel suo complesso. Altrimenti ogni sforzo risulterà vano. Mi auguro, quindi, che prevalga il buon senso nel rispetto dei numerosi interessi da tutelare e che si remi uniti nella giusta direzione”.

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di Redazione
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